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Bracconaggio, altre denunce dal bresciano

I forestali di Vobarno e Gavardo e quelli dell'ex Noa hanno fermato quattro uomini a Mompiano e tre in Valsabbia, tutti per richiami e uccelli protetti.

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(red.) Nelle ore precedenti a giovedì 19 ottobre i carabinieri forestali di Vobarno e Gavardo con l’ex Nucleo Operativo Antibracconaggio hanno svolto una serie di blitz nel territorio bresciano, portando a diverse denunce tra i cacciatori e al sequestro di uccelli protetti. Martedì 17, nella zona sud ovest di Brescia città, i militari dell’ex Noa hanno posto sotto sequestro oltre 80 esemplari di uccelli protetti, tra cince, lucherini e peppole, con anellini contraffatti.

Nei pressi della sede delle Suore Ancelle della Carità, i forestali di Vobarno hanno beccato due bracconieri che usavano richiami acustici e altri vivi, ma senza anello di identificazione. Nella Valle di Mompiano sono stati sorpresi altri due cacciatori con fonofil e anche per loro è scattata una denuncia per furto venatorio.

I militari di Gavardo, operando tra Vallio Terme e Serle hanno anche beccato tre migratoristi che sparavano dai loro capanni usando richiami vivi, ma con anelli contraffatti. Rischiano una pena fino a 1.549 euro, un’altra da oltre 1.000 euro e fino a 5 anni di reclusione.

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