Quantcast

Abusi sulla figlia, padre condannato a 9 anni

Un 47enne operaio moldavo ha incassato la sentenza in abbreviato. Giovane parente lo aveva accusato di atti sessuali per diversi anni tra Italia e Moldavia.

(red.) Nell’udienza, l’ultima, di mercoledì 27 settembre il giudice di Brescia Elena Stefana ha condannato a 9 anni di reclusione, oltre un altro di sicurezza alla fine della pena, un operaio moldavo di 47 anni per gli abusi sessuali compiuti sulla figlia ai tempi in cui la giovane era minorenne. Ne dà notizia Il Giorno. Quegli atteggiamenti sarebbero andati avanti per dieci anni e nel 2015, quando era diventata maggiorenne, la ragazza aveva deciso di abbandonare il tetto familiare.

Si era rivolta a un consultorio e poi ai carabinieri spiegando la situazione e parlando di quegli abusi che sarebbero partiti in Moldavia quando aveva solo 7 anni. Poi l’arrivo in Italia, l’inizio dell’anno scolastico alle medie e i nuovi atteggiamenti morbosi. Versione che ha confermato nel corso delle udienze del processo con rito abbreviato e al termine del quale ha incassato un risarcimento di 15 mila euro.

Il padre della giovane, ex militare, si è sempre difeso dicendo di aver avuto una disfunzione erettile a causa di un infortunio sul lavoro e che lo avrebbe reso impotente. Quindi non avrebbe potuto compiere quegli atti sulla figlia. Tutto confermato dagli atti medici firmati in Moldavia, ma che la procura e il giudice bresciani non hanno valutato, soprattutto perché non chiariscono se quella disfunzione fosse precedente agli abusi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.