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Incidente e due bresciane morte, parte processo

Dal 27 novembre a Cremona imputato il titolare di una ditta che ha permesso al proprio camionista di guidare troppo. Provocando scontro sull'A21 nel 2015.

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(red.) Era il 22 luglio 2015 quando un camion provocò un tragico tamponamento sull’autostrada A21, vicino al casello di Cremona nord verso Brescia, coinvolgendo altri mezzi pesanti e auto. Nello scontro persero la vita lo stesso conducente del tir Alfredo Fioravanti di 50 anni e due donne bresciane Michela D’Annunzio 40enne e Maria Grazia Tomasini di 42 anni, entrambi di Leno. Altri tre, invece, rimasero feriti.

Durante i rilievi si era poi scoperto che il camionista continuava a guidare senza alcuna sosta e di fatto era stanco. L’intera vicenda finirà alla sbarra dal 27 novembre al tribunale di Cremona con l’accusa di omicidio colposo e che vede unico imputato il titolare dell’azienda di Sarzana (La Spezia) da cui dipendeva l’autotrasportatore.

Secondo il giudice, l’imprenditore sarebbe stato cosciente nel momento in cui avrebbe permesso al proprio dipendente di guidare oltre l’orario previsto. Nel caso concreto, sembra più di 10, così come il giorno precedente. Dopo l’incidente, la moglie e i figli del camionista, oltre all’Inail, si sono costituiti parte civile configurando l’incidente come un infortunio sul lavoro. Durante il processo chiederanno un risarcimento dei danni all’azienda dell’imputato.

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