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Delitto via Corsica, interrogatorio e autopsia

E' il giorno in cui Aiello, in carcere, sarà sentito dal giudice per la convalida del fermo. E in ospedale sarà eseguito l'esame sul corpo di Bonilla.

(red.) Sono in corso le fasi cruciali nella drammatica vicenda dell’accoltellamento di Yaisy Bonilla avvenuto all’alba di domenica 2 aprile all’esterno del club “Disco Volante” di via Corsica a Brescia. Mercoledì 5 aprile sarà una giornata importante dal punto di vista giudiziario, e non solo, per quanto avvenuto quel giorno. Infatti, nel carcere di Canton Mombello a Brescia Anthony Aiello, il 22enne reo confesso del delitto, sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari per la convalida del fermo chiesta dal pubblico ministero. Alla Poliambulanza, invece, dove la vittima 21enne ha perso la vita per le complicazioni alla ferita addominale, sarà eseguita l’autopsia disposta dallo stesso magistrato Teodoro Catananti.

Appurata la dinamica dei fatti, con il colombiano che ha sferrato un pugno al volto del 22enne e poi colpito con un fendente, ci sono ancora alcuni elementi che devono essere chiariti. Per esempio, cosa abbia indotto alla lite e chi abbia procurato il coltello ad Aiello per trafiggere il sudamericano. Su questo, un testimone dell’intera vicenda, il ragazzo che stava parlando con Yaisy e la fidanzata di lui all’esterno del locale, è stato interpellato dal Giornale di Brescia. Racconta di essere stato sentito in questura per tutta la giornata di domenica. Avrebbe detto che non ci sarebbe stato alcun apprezzamento di troppo da parte di Aiello nei confronti della ragazza di Bonilla. Al contrario, sembra che tutto sia partito da uno spinello negato dal colombiano al 22enne e che poi ha colpito.

In più, lo stesso testimone ha rivelato che quella sera insieme a quello che poi diventerà l’omicida, aveva bevuto molto in un locale cittadino. Ma anche il sudamericano sarebbe stato su di giri. Così è scoppiata la violenza e poi la coltellata. Ma l’amico di Aiello smentisce di aver procurato l’arma bianca per il delitto e quindi un possibile favoreggiamento. Ora il 22enne si trova sotto sorveglianza in carcere dove era già stato pochi giorni per un caso di droga.

Ma le forze dell’ordine stanno anche monitorando i social network perché temono che dagli ambienti del colombiano possano arrivare delle vendette. La cosa certa è che ci sono due famiglie distrutte: da una parte quella di Aiello i cui genitori sono titolari di una tabaccheria in via Lamarmora. Dall’altra la fidanzata, il padre e il fratello del 21enne che era sempre stato un soggetto problematico, ma in regola. Mentre si attende anche di fissare la data del funerale. Nel frattempo i titolari del club hanno detto come il locale sia estraneo ai fatti.

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