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Calcinato, lite poi le coltellate. Muore un 37enne

Domenica sera il delitto nelle case di via San Germano. Il senegalese Dione Cheikh (arrestato) ha colpito Gennaro Esposito in strada. Forse motivi di droga.

(red.) Il paese di Calcinato, nel bresciano, è sotto shock per un delitto avvenuto domenica sera 5 marzo. Tutto è partito intorno alle 19,30 quando Gennaro Esposito, 37 anni, originario di Napoli e residente con la moglie (da cui si stava separando) e due figlie in piazza Repubblica, ha raggiunto un’abitazione in via San Germano. Si tratta dei quartieri popolari del paese e in cui vive Dione Cheikh, 34enne senegalese. Un passato con precedenti per spaccio di droga, attualmente all’opera con alcuni lavori saltuari come bracciante agricolo e residente in una struttura che gli è stata assegnata dai Servizi sociali.

Il dramma si è consumato verso le 20 quando i due, in casa dell’africano, avrebbero avuto una violenta lite. Tanto che poi il senegalese, con uno scatto d’ira, ha preso un coltello da un cassetto della cucina e ha cercato di inseguire l’italiano che, alla vista dell’arma bianca, è fuggito verso il portone principale. Ma il 34enne è riuscito a raggiungerlo in strada e a colpirlo con diverse coltellate alla schiena e quella mortale al cuore. In quei momenti concitati, sul posto stava transitando un’auto con a bordo due testimoni che hanno usato il clacson per attirare l’attenzione dei due contendenti. In quel momento l’africano, con ancora il coltello in mano, è tornato in casa, mentre Esposito è rimasto a terra incosciente e privo di vita.

La vittima uccisa in strada. Coltellate alla schiena e al cuore

La vittima uccisa in strada. Coltellate alla schiena e al cuore

A quel punto è partita la chiamata al 112 per chiedere l’intervento dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. Ma per il 37enne partenopeo non c’era più nulla da fare. Sul posto sono poi giunti i carabinieri di Desenzano che hanno identificato e fermato in casa l’aggressore senegalese mentre cercava di ripulirsi. Per lui sono scattate le manette, il trasferimento in caserma dove non ha voluto spiegare i motivi di quella violenza, poi lo stato di fermo. Nel frattempo sono poi arrivati gli agenti della Scientifica per tutti i rilievi del caso, oltre al magistrato Erica Battaglia che ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario aggravato.

Le indagini sono ancora alle fasi iniziali per capire cosa abbia spinto al delitto, ma sembra che sia maturato per un regolamento di conti nel campo della droga. L’africano non si era mai staccato dal giro, mentre nella casa del 37enne sono state trovate alcune quantità di hashish e cocaina, denaro e bilancini di precisione. Il sindaco Marika Legati, che ha espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie dei due, parla di un fatto avvenuto probabilmente in un contesto di degrado. Tra l’altro, il primo cittadino conosce i due e chiede di evitare strumentalizzazioni. Il delitto, insomma, non avrebbe nulla a che fare con motivazioni razziali.

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