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San Polo, rapina armata con ostaggi in banca

Lunedì pomeriggio tre ladri hanno fatto irruzione all'Ubi Banca di via Masaccio tenendo bloccate 15 persone all'interno. Poi l'intervento della polizia.

(red.) Lunedì pomeriggio 20 febbraio la filiale dell’Ubi Banca in via Masaccio a San Polo, quartiere a sud di Brescia, è stata teatro di una rapina con tanto di ostaggi. E’ successo pochi minuti dopo le 15 quando tre malviventi, tutti italiani e dall’accento meridionale, stando a quanto emerso dall’interno dell’istituto di credito, hanno fatto irruzione armati di taglierino. Prima si sono scagliati contro i dipendenti e consulenti che non erano agli sportelli e chiudendoli in banca. Poi hanno minacciato i clienti facendosi consegnare i cellulari e obbligando anche loro a raggiungere i bagni.

La stessa cosa accadeva per quanti in quei minuti stavano raggiungendo l’istituto di credito per svolgere prelievi e altre pratiche. In alcune circostanze, invece, i clienti venivano minacciati dai ladri con i taglierini. La scena drammatica è durata circa mezz’ora, quando i malviventi hanno atteso l’apertura temporizzata della cassaforte. Poi, infatti, si sono scagliati anche contro gli addetti agli sportelli per farsi dire la combinazione con cui fare incetta di denaro e valori. Ma non hanno fatto i conti con un cliente che, rinchiuso in bagno, era riuscito a tenere per sé il cellulare. Così ha chiamato il 112 chiedendo l’intervento della polizia.

Le pattuglie della Volante sono arrivate dalla questura che si trova a solo un chilometro di distanza. Nel momento in cui le forze dell’ordine sono arrivate, sembra che una vettura, forse condotta da un quarto complice della banda a fare da palo, sia fuggita. All’interno, invece, quando i tre ladri hanno capito dell’arrivo della polizia, hanno cercato di fuggire dal retro, ma sono stati fermati e arrestati. Tutti i quindici ostaggi sono poi stati liberati. Solo per una di loro, una donna di 73 anni, si è reso necessario l’intervento di un’ambulanza a causa di un malore. Ma per fortuna nulla di grave. Secondo gli inquirenti, è probabile che il colpo, poi sfumato, sia stato studiato nei minimi dettagli, probabilmente da un componente che nei giorni precedenti aveva compiuto un sopralluogo.

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