Brescia, stazione base dello spaccio, nove arresti

Misure cautelari firmate dal giudice dopo un'indagine condotta dalla Squadra Mobile con le intercettazioni. Sequestro di cocaina ed eroina. I dettagli.

Più informazioni su

(red.) La Polizia di Stato di Brescia ha messo a segno un colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti nel cuore del centro storico. Le manette sono scattate mercoledì mattina 25 gennaio nei confronti di nove persone che usavano la stazione ferroviaria come base della loro attività criminale. L’indagine era stata avviata dalla Squadra Mobile di Brescia a seguito di uno dei tanti controlli anti-spaccio che vengono eseguiti dalle forze dell’ordine proprio nei dintorni della stazione. Attraverso intercettazioni telefoniche, l’attività investigativa ha portato a scoprire piccoli spacciatori che operavano sul posto.

Tutte utenze, quelle sulle quali sono stati ascoltati gli interventi dei pusher, intestate ad altre persone e, tra queste, anche a un defunto. Non a caso gli arresti sono scattati nell’ambito dell’operazione “48 morto che parla”. Tramite le intercettazioni, gli inquirenti hanno scoperto una sorta di secondo livello formato dai fornitori di droga rivolti agli spacciatori del primo livello e che poi raggiungevano la stazione. E tra chi dava le sostanze c’era anche una coppia, marito e moglie tunisini, in grado di guadagnare fino a 20 mila euro dall’attività di criminale. Tanto che una parte la inviavano ai propri parenti in nord Africa.

Quando si era sicuri di andare a colpo sicuro, i sostituti procuratori Eliana Dolce e Carlo Milanesi, a capo dell’indagine, hanno chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari Carlo Bianchetti le nove ordinanze di custodia cautelare. Sei persone sono state arrestate in flagrante, altre in differita e un centinaio di assuntori di droga sono stati identificati.

Tra quelli finiti in manette e poi in carcere ci sono tre tunisini di 48 e 32 anni e un 56enne di Cosenza. Domiciliari, invece, per due bresciani di 36 e 46 anni, un albanese di 34 e un tunisino di 44 anni. Divieto di dimora a Brescia, invece, per un 37enne milanese. Durante l’indagine sono stati sequestrati 1,5 chili di eroina e 300 grammi di cocaina che gli spacciatori nelle telefonate chiamavano come “la bianca”, “la nera”, “il caffè” o “le caramelle”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.