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Ghedi, rapina in villa, grave figlio del padrone

I fatti lunedì sera alle 20. Il proprietario è tornato a casa trovando i ladri. Ha chiesto a due parenti. Il figlio 36enne picchiato, è in prognosi riservata.

(red.) Nella prima serata di lunedì 23 gennaio si è consumata una drammatica rapina in villa a Ghedi, nel bresciano. I fatti sono avvenuti intorno alle 20 in via Petrarca quando Giancarlo Scalvini, 71 anni, era rientrato a casa dopo una giornata di lavoro. L’uomo, infatti, è titolare di un’azienda di impianti elettrici e idraulici, di cui il magazzino si trova proprio in un settore dell’abitazione. A un certo punto, mentre entrava in casa ha sentito dei rumori strani e sospetti, così ha chiesto l’aiuto del cognato Ignazio, 66 anni e del figlio 36enne Francesco per capire cosa stesse succedendo.

La situazione è poi precipitata nel cortile della villetta quando davanti a loro si sono trovati tre ladri, sembra tutti di carnagione chiara e con accento dell’est. Era il gruppo di malviventi che pochi minuti prima dell’arrivo del padrone di casa si erano fatti strada all’interno per mettere a segno una rapina. Avevano usato una scala a portata di mano per raggiungere il primo piano dello stabile, poi avevano forzato una finestra da cui erano riusciti ad accedere. Ma non erano stati in grado di portare a termine il loro piano. Quindi, sorpresi dall’arrivo dal padrone di casa, si sono nascosti e poi hanno tentato la fuga.

Ma nel cortile hanno trovato proprio il 71enne con i due parenti in sua difesa. La situazione è degenerata nel momento in cui il trio di malviventi ha iniziato ad aggredire a calci, pugni e con sassi e bastoni i tre familiari. Il padrone di casa è stato colpito con il piede di porco che la banda aveva usato per la rapina, il cognato a sassate e il figlio a pugni con una violenza senza precedenti, tanto da finire a terra incosciente. Poi i ladri sono riusciti a fuggire a bordo di un’auto grigia e sono ricercati. Subito dopo l’aggressione, tra i primi a intervenire è stata la moglie del 36enne, residente a pochi metri dalla villetta, che ha prestato la prima assistenza al compagno.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi e i carabinieri di Verolanuova e del Nucleo Investigativo per ricostruire nei dettagli quanto fosse successo. Francesco Scalvini, il figlio del padrone di casa, dopo essere stato rianimato con il defibrillatore, è stato condotto in codice rosso alla Poliambulanza di Brescia per le gravi condizioni. Ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico prima della prognosi riservata. Il padre, invece, ha riportato ferite allo zigomo ed è stato trasferito all’ospedale di Montichiari. I militari hanno avviato le indagini per identificare e rintracciare la banda di criminali.

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