Carpenedolo, vitello soffocato in una stalla

Nuovo episodio di violenza ai danni di un animale dopo Montichiari e Ghedi. Nella bassa è emergenza per furti nelle aziende agricole. Allevatori preoccupati.

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(red.) Prima Montichiari, poi Ghedi e adesso Carpenedolo. Ormai è scattato l’allarme rosso per i furti e le violenze sugli animali nelle aziende agricole e tutte nella bassa bresciana. Dopo una mucca sventrata nel paese monteclarense e un’altra che si è vista squartare gli arti posteriori nel vicino paese, si è registrato un nuovo episodio di cui scrive il Giornale di Brescia. E’ successo nella notte di domenica 18 dicembre nell’azienda della famiglia Zonta a Carpenedolo.

Una banda di ladri ha rovistato nella stalla e poi messo a soqquadro un magazzino di attrezzi prima di imbattersi su un vitello di sei mesi, immobilizzato e soffocato dopo aver cercato di difendersi. Poi sembra che non abbiano voluto rimuovere le zampe, come successo in altri casi, probabilmente perché disturbati da qualcosa. Poi hanno rubato un trattore per cercare di liberare la propria auto rimasta bloccata sul posto e infine sono entrati in un’azienda vicina depredando un furgone con cui sono fuggiti. La scoperta da parte della famiglia è stata fatta lunedì mattina alla ripresa del lavoro.

E nel mirino non sono finite solo le aziende agricole e gli animali di grossa taglia. Tra Calcinato, Manerbio e Montichiari si contano anche furti nelle abitazioni e l’ira dei malviventi contro galline e conigli di cui restano solo le carcasse nei cortili. Insomma, si tratta di una vera e propria emergenza nella bassa bresciana. I carabinieri stanno raccogliendo tutti gli elementi relativi ai singoli episodi, compreso l’ultimo rilevato a Carpenedolo, ma ancora non si sbilanciano sui motivi.

Se il furto di gasolio e attrezzi può essere giustificato con la vendita sul mercato clandestino, non si trovano motivi per lo squartamento delle bestie, visto che comunque la carne deve essere lavorata. Nel frattempo gli allevatori chiedono aiuto alle istituzioni per un vero e proprio piano di sicurezza. Le associazioni di categoria, da Confagricoltura a Copagri e Coldiretti si dicono sconcertati per quanto sta accadendo. “Sappiamo di furti per formaggi e salumi, ma mai visto una roba del genere per le violenze sugli animali”.

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