Zio e nipote spacciatori, come avveniva il traffico

Dopo un incidente nel 2015 ai danni del 44enne, era stato trovato un panetto di hashish. Poi le indagini hanno portato al maxi sequestro. Sei arresti totali.

(red.) Sono sei gli arrestati da parte della Squadra Mobile e della Volante della polizia di Brescia nell’ambito dell’operazione “Alwa” che ha portato a finire nel mirino zio e nipote, il primo di 44 anni e il secondo di 21. La vicenda riguarda il traffico di sostanze stupefacenti, in particolare di hashish e marijuana, tanto da portare al maxi sequestro di 120 chili della prima e 18 chili della seconda. Tutto era partito nel novembre del 2015 quando una donna in auto e con a bordo anche il marito, aveva investito in bicicletta il 44enne di Ospitaletto.

Dopo lo scontro, la donna aveva soccorso l’uomo, ma le era caduta la spesa appena fatta e il compagno l’aveva aiutata a recuperarla. Tra la merce, però, era finito anche un panetto di hashish, segnalato alle forze dell’ordine. Il nipote del 44enne era andato a trovarlo in ospedale dopo l’incidente e da lì è partita l’inchiesta delle forze dell’ordine che hanno scoperto come i due parenti fossero a capo dell’organizzazione criminale. Il loro obiettivo era quello di trafficare nell’ovest bresciano usando la droga proveniente da Verona.

Il 44enne venne arrestato a febbraio 2016 proprio mentre, in auto, stava raggiungendo la nostra provincia. In autostrada, infatti, durante un controllo, gli erano stati trovati 107 chili di hashish e tutti con lo stesso marchio del famoso panetto caduto dopo l’incidente. Dopo l’arresto dell’uomo, gli investigatori, hanno puntato l’attenzione sul nipote, scoprendo che aveva un nascondiglio di droga in Franciacorta. Qui i militari hanno arrestato altre due persone e il 21enne che aveva appena venduto loro 5 chili di hashish.

Un altro fermo è scattato in aprile nei confronti di un 23enne napoletano, probabilmente il magazziniere del gruppo, trovato con 18 chili di marijuana e 5 chili di hashish. Nei giorni precedenti al 7 dicembre, è poi rientrato in Italia uno dei riferimenti del sodalizio e anche per lui sono scattate le manette disposte dalla procura. Le indagini proseguono per capire da dove venga questa ingente quantità di droga.

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