Inchiesta rifiuti, avvocato Montini chiede libertà

Il legale dell'imprenditore bresciano ha chiesto al Riesame di scarcerare il proprio assistito e di togliere i sigilli alle aziende finite sotto sequestro.

(red.) Lunedì 28 novembre l’avvocato di Roberto Montini, l’imprenditore bresciano finito in carcere per l’inchiesta sui rifiuti pericolosi venduti alle acciaierie, ha chiesto che il proprio assistito esca dall’istituto di detenzione. Lo ha fatto depositando la richiesta al tribunale del Riesame di Brescia. In più, ha avanzato l’istanza perché le sue aziende – la Nicho Srl di Sabbio Chiese e l’Autotrasporti Montini – vengano dissequestrate.

L’attività d’indagine condotta dalla procura di Brescia aveva portato alla scoperta di come rifiuti tossici tra pcb e idrocarburi venissero nascosti tra i prodotti da inviare alle aziende per le lavorazioni. Ma senza rivelare il fatto che quei materiali fossero pericolosi. Così agli arresti erano finiti, oltre a Roberto Montini, l’unico in carcere, anche il figlio Nicholas e altri quattro tra cui Rudi Tonni, tutti ai domiciliari. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

Roberto Montini, inizialmente detenuto a Canton Mombello, è stato trasferito nel carcere di San Vittore a Milano dove c’è una sala sanitaria, visto che l’uomo soffre delle conseguenze di un intervento chirurgico. Ma in ogni caso, essendo già stato condannato per altre vicende, l’uomo non è più rappresentante legale delle proprie aziende. Per questo motivo l’avvocato ha chiesto di liberare le imprese per permettere ai dipendenti di riprendere l’attività.

Sulla richiesta al Riesame, il tribunale deciderà nei giorni successivi. Intanto, Rudi Tonni si è visto revocare i domiciliari. Era finito in manette con l’accusa di essere uno di quelli che dava il via libera ai camion per scaricare la merce, nonostante i rifiuti pericolosi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.