Terrorismo, Riesame ha scarcerato Gafurr

Il tribunale ha liberato il 24enne che era stato arrestato il 3 novembre per aver inneggiato all'Isis. Ma non ci sarebbero indizi di colpevolezza contro lui.

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(red.) Da venerdì 18 novembre il kosovaro 24enne Gafurr Dibrani è un uomo libero. Il giovane era stato arrestato e condotto in carcere il 3 novembre da parte della Digos di Brescia con l’accusa di apologia al terrorismo. In particolare, la lunga attività investigativa della questura aveva portato a scoprire che il kosovaro, in Italia da undici anni e residente a Fiesse con la moglie e il figlio di 2 anni, aveva postato sul web diverse immagini e messaggi inneggianti a Daesh.

Ma l’uomo, fin dal momento in cui gli sono state poste le manette, si è detto innocente e di non aver fatto nulla di male. Anzi, di essere contro il terrorismo e l’Isis. Stesse parole che venerdì ha pronunciato dopo che il tribunale del Riesame di Brescia gli ha annullato la custodia cautelare in carcere. Le motivazioni saranno diffuse lunedì 21 novembre, ma si può ipotizzare che il tribunale abbia deciso di scarcerarlo perché non avrebbe ravvisato gravi indizi di colpevolezza a suo carico. E non ci sarebbero nemmeno segnali di una radicalizzazione del 24enne. Anche se negli ultimi tempi il suo aspetto fisico era molto cambiato, tra barba lunga e abiti da musulmano.

Il giovane è stato riaccompagnato a casa e torna a essere un uomo libero. Niente da fare, quindi, per il giudice Alessandra Sabatucci che aveva firmato l’ordinanza, poi notificata dalla Digos che aveva anche perquisito l’abitazione del giovane. Il caso va così in archivio ed è molto simile a quanto era successo a un altro “bresciano”, Anas El Abboubi, che dopo la scarcerazione era partito verso la Siria per legarsi all’Isis. Questa condizione, però, non sarebbe la stessa di Dibrani che, al contrario, dice di voler restare con la famiglia. Ma di certo, aldilà della vicenda giudiziaria, la scarcerazione è destinata a creare polemiche.

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