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San Polo, collina e ciclabile sotto sequestro

Venerdì la Forestale e la polizia locale ha posto i sigilli alla zona di Alfa Acciai. Due esposti per capire i materiali stoccati sotto la parte verde.

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(red.) La pista ciclabile che si snoda in via San Polo, quartiere a sud di Brescia, accanto all’Alfa Acciai, da venerdì mattina 4 novembre non è percorribile. Il motivo riguarda il sequestro eseguito dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Brescia e Roma e della polizia locale. Il provvedimento, emesso dalla procura e applicato dalle forze dell’ordine, riguarda la piccola collina che si trova proprio accanto alla ciclabile e pertinenza di Alfa Acciai.

Perché il sequestro? Un cittadino e il comitato antinocività rifiuti zero avevano presentato un esposto alla magistratura per il materiale sospetto presente sotto la collina. L’opera “green”, infatti, era stata realizzata e inaugurata a luglio, con la ciclabile, per rendere meno impattante l’aspetto visivo tra la pista e gli scarti dell’acciaieria. Il materiale è il sinstone, che Alfa Acciai produce dagli scarti e vende sul mercato, oltre ad essere certificato a livello europeo.

Ma i due ricorrenti che hanno fatto riferimento alla procura hanno rivelato che lo stoccaggio del materiale sarebbe avvenuto negli stessi momenti, nel 2015, in cui altri carichi partivano verso la cava Macogna. Che tra l’altro ospita gli scarti inerti proprio di Alfa Acciai, ma che era stata sequestrata dalla magistratura dopo i test dell’Arpa. Le verifiche, infatti, avevano portato a rilevare concentrazioni di inquinanti oltre i limiti di legge.

A questo punto i tecnici controlleranno quali tipi di materiali si trovano sotto la collina lungo la ciclabile. In ogni caso, l’azienda si è difesa dicendo di aver agito in modo corretto e trasparente e con tutte le competenze e parti interessate. Per questo motivo comunica di fornire la collaborazione alla procura.

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