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Sisma, a Brescia gli universitari di Camerino?

Cattolica e Statale potrebbero far seguire agli studenti le lezioni del primo semestre e far sostenere gli esami. Gara di solidarietà per l'ospitalità.

(red.) Brescia potrebbe essere capofila di un progetto, con altre città, per aiutare gli studenti universitari di Camerino dopo il terremoto che domenica mattina 30 ottobre ha colpito il centro Italia e con una forza maggiore rispetto a quella del 24 agosto. Camerino, in provincia di Macerata, nelle Marche, conta solo 7 mila abitanti, ma è nota a livello internazionale per la sua università che istruisce 6 mila studenti ogni anno. Attualmente, come è logico nella sua drammaticità, tutte le attività didattiche nell’ateneo sono state sospese a causa del sisma.

Ma si cerca di fare di tutto perché gli studenti non perdano l’anno accademico. E un’idea, di cui scrive il Giornale di Brescia, è arrivata dalla nostra città. Riccardo Pisa, ex presidente del Collegio Costruttori di Brescia e di Ance nazionale, sta facendo da mediatore e d’intesa con l’università degli studi e la Cattolica. Ai rettori Maurizio Tira (Statale) e Franco Anelli (Cattolica di Brescia) è stato proposto di far seguire ai ragazzi di Camerino le lezioni nelle loro sedi. Un’idea colta al volo dai due atenei che si dicono disponibili a garantire la continuità didattica e operativa degli studenti.

In particolare, i ragazzi potrebbero seguire le lezioni e magari sostenere gli esami a Brescia per quanto riguarda il primo semestre. Ma 6 mila studenti sono molti e per questo motivo è partita l’idea di contattare altre città italiane, coinvolgendo le università. Da parte sua, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono parla di “idea stimolante e noi siamo a disposizione”. In particolare, si riferisce anche all’ospitalità dei ragazzi che potrebbero contare sulle famiglie.

Non a caso, si sta già avviando una serie di contatti e diversi nuclei familiari si stanno già predisponendo. Dal punto di vista della formazione, il punto di riferimento per i 6 mila studenti resta l’università di Camerino, ma Brescia e altre città possono essere una soluzione momentanea. E magari i ragazzi potranno tornare nelle Marche quando la situazione sarà migliore di quella attuale.

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