Migranti a Collio, bomba carta davanti al bar

L'ordigno artigianale è stato fatto esplodere domenica 17 notte fuori dal negozio gestito dal fratello del titolare dell'albergo dei profughi.

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Carabinieri(red.) Si sono riaccesi gli animi a Collio, nel bresciano, dopo l’arrivo di diciannove migranti (quattro saranno trasferiti) nell’estate del 2015. A muovere la cronaca è lo scoppio di una bomba carta davanti a un bar pasticceria del paese, lungo via Maniva a San Colombano, risalente alla notte di domenica 17 gennaio. Ne dà notizia Bresciaoggi. Sembra che l’obiettivo non sia casuale, visto che il titolare dell’attività commerciale Ennio Cantoni che ha subito il raid è fratello del gestore dell’albergo dove si trovano i richiedenti asilo. L’ordigno artigianale, realizzato con la polvere estratta dai petardi, è stato lanciato fuori dal negozio che non ha riportato danni grazie ai vetri antisfondamento. Ma la deflagrazione ha svegliato i vicini che pensavano si trattasse di tutt’altro e non certo di un’esplosione.
Per tutta la giornata di lunedì 18 non si parlava d’altro in paese dove sembra che sia tornata la preoccupazione dopo mesi di tranquillità. Il titolare del bar pasticceria ha denunciato l’episodio ai carabinieri mobilitando quelli di Gardone Valtrompia che hanno raggiunto il posto in alta valle. Hanno avviato tutte le indagini del caso, acquisendo anche le immagini riprese dalle telecamere di video sorveglianza di cui si è dotato il locale. Il bar non è nuovo a questo tipo di intimidazioni, visto che durante il periodo delle proteste seguite all’arrivo dei richiedenti asilo era stato oggetto di lanci di pietre e petardi. Casi che hanno portato a identificare sei persone finite sotto indagine. In più, su Facebook era stata lanciata una campagna per boicottare il bar, mentre a pochi metri di distanza il fratello gestore dell’albergo continua a mantenere i migranti inviati dalla prefettura di Brescia.

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