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Bozzoli, “materiale su fumata anomala”

Lo avrebbe detto Ghirardini a un cacciatore durante una battuta tre giorni dopo la scomparsa del datore di lavoro. "L'ho trovato molto provato".

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Bozzoli(red.) Martedì 3 novembre nella fonderia Bozzoli di via Gitti a Marcheno, nel bresciano, sono andati avanti i controlli da parte dell’esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo per verificare la presenza di tracce dell’imprenditore Mario Bozzoli scomparso dall’8 ottobre. Con i suoi collaboratori, dalla mattina fino al tramonto ha passato nuovamente al setaccio tutte le scorie e i lingotti presenti nel magazzino dell’azienda. Da tempo, ormai, gli inquirenti pensano che il 50enne sia finito dentro uno dei forni e quindi si cerca di controllare ogni elemento riconducibile all’uomo tra i pezzi prodotti e le colate delle ore successive alla scomparsa. Le ultime novità, però, sono arrivate martedì 3 novembre e dal fronte dell’operaio Giuseppe Ghirardini, trovato senza vita domenica 18 ottobre a Ponte di Legno dopo essere scomparso per alcuni giorni.
Secondo quanto un giovane cacciatore ha detto alle telecamere di Mediaset, l’operaio avrebbe parlato di materiale buttato nel forno per “soffocare la fumata anomala” che si era verificata quell’8 ottobre, giorno della sparizione di Bozzoli. E’ Nicola Loda a dirlo, l’uomo che la mattina dell’11 ottobre ha conosciuto Ghirardini durante una battuta di caccia. Dice di non aver mai conosciuto prima il responsabile del forno incriminato alla Bozzoli, ma gli è parso molto provato per quanto era successo il giorno della scomparsa. Ma quando gli viene chiesto per quale motivo, se Ghirardini glielo avesse detto, era stato necessario buttare del “materiale”, dice di non saperlo perché “l’operaio non mi ha detto il motivo”. Della fumata anomala era stata avvisata la stessa moglie di Mario, Irene Zubani, oltre alla sorella dell’operaio. Ma ci sarebbe da capire se quell’intervento a posteriori fosse una cosa normale. Intanto, si attendono ancora i risultati degli esami tossicologici disposti sul corpo di Ghirardini.
Test che potrebbe confermare, come si pensa, la morte avvenuta per infarto e non per altre cause. Il cadavere rinvenuto sulle sponde di un torrente, infatti, non avrebbe presentato ferite. Dal punto di vista giudiziario, restano aperti i fascicoli per sequestro di persona nel caso di Bozzoli e istigazione al suicidio per l’operaio. Entrambi a carico di ignoti e ancora senza indagati. Gli inquirenti ritengono che l’unica pista potrebbe portare proprio al corpo dell’imprenditore finito nel forno. L’operaio responsabile che lo gestiva aveva confermato ai carabinieri di averlo salutato in quell’area dell’azienda e di aver assistito al malfunzionamento del macchinario. Ma ancora nessuna traccia, mentre si continua a indagare sui rapporti famigliari per verificare la versione della moglie secondo cui ci sarebbero stati numerosi scontri tra il marito, il fratello Adelio e i nipoti. Proseguono anche gli interrogatori verso i dipendenti. Il mistero resto fitto.

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