“Bozzoli non è mai uscito dalla fonderia”

Così ritiene il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno. Eseguita l'autopsia sul corpo di Ghirardini. Pm Alberto Rossi apre due fascicoli.

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Bozzoli(red.) Nella vicenda di Mario Bozzoli, l’imprenditore di 50 anni di Marcheno che risulta scomparso da giovedì 8 ottobre, secondo il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno l’uomo non sarebbe mai uscito dall’azienda. Dall’altra parte ci sono due fascicoli per sequestro di persona (per la scomparsa di Bozzoli) e istigazione al suicidio (per la morte di Ghirardini) aperti dal pubblico ministero Alberto Rossi. La mattina di lunedì 19 ottobre, poi, ha fatto il suo ingresso alla fonderia il medico legale Cristina Cattaneo, rimasta in sede per circa tre ore scattando foto ai forni, spogliatoi, tragitto per arrivarci e ai vari materiali di scarto. A questo bisogna aggiungere il fatto che nel pomeriggio sono giunti anche i vigili del fuoco con i Ris di Parma e un cane speciale da Bologna per le ricerche.
Sempre lunedì è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Giuseppe Ghirardini, l’operaio scomparso mercoledì 14 ottobre e ritrovato senza vita domenica 18 tra i monti di Ponte di Legno. Dal primo impatto, sembra che non ci siano ferite sul corpo dell’uomo. L’unica possibilità, secondo il medico intervenuto per prima, è che sia deceduto dal freddo. In ogni caso, non sono stati trovati biglietti con intenzioni di suicidio, mentre la famiglia sottolinea il fatto che l’uomo non abbia mai avuto problemi di depressione. Poi ci sono i rapporti ritenuti non proprio ottimali tra l’imprenditore 50enne e il fratello Adelio che stava aprendo una nuova sede a Bedizzole. Infine, la presunta richiesta a un fornitore in arrivo dalla Spagna quel giovedì 8 ottobre di posticipare la consegna di un paio di ore. Questi sono tutti gli elementi che fanno parte del giallo di Marcheno, nel bresciano, tanto da far dire al procuratore Buonanno che “l’inchiesta è tra le più difficili della mia carriera”. Al setaccio vengono passati i tre forni, le centinaia di sacchi di materiale e gli scarti industriali. Si cerca ogni traccia possibile che riconduca a Mario Bozzoli.
Lunedì 19 è giunto in azienda anche un operaio, uno dei tre che per ultimi hanno visto il datore di lavoro. Dice che l’imprenditore gli avrebbe chiesto di stare un’ora in più per dare una mano, mentre Ghirardini al termine del turno aveva poi salutato i colleghi. Nulla di strano, insomma, come ha rivelato. Ritiene anche poco plausibile che l’imprenditore sia finito in uno dei forni. Da una parte per la forma fisica corpulenta e difficile da spostare e dall’altra per il presunto suicidio, pista che l’operaio non considera nemmeno. Martedì 20 ottobre saranno comunicati al pm Alberto Rossi i risultati dell’autopsia su Ghirardini, eseguita lunedì all’obitorio dell’ospedale Civile. Il giorno in cui è stato trovato senza vita, nella giacca aveva anche due bottigliette, forse di alcol, con cui avrebbe cercato di proteggersi dal freddo. E il mistero continua.

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