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Marcheno, nel mirino i rapporti familiari

Mercoledì 14 ottobre potrebbe essere l'ultima giornata di ricerche per Mario Bozzoli scomparso da giovedì 8. C'erano dei dissidi con il fratello.

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Bozzoli(red.) La giornata di mercoledì 14 ottobre potrebbe essere l’ultima, come era stato preannunciato dalla prefettura di Brescia, per le ricerche di Mario Bozzoli, l’imprenditore di 50 anni scomparso da Marcheno, nel bresciano, da giovedì 8 ottobre. Martedì si è lavorato dall’alba fino alla tarda serata con una cinquantina di uomini tra carabinieri, vigili del fuoco e Protezione civile che hanno puntato l’attenzione sui monti dietro la raffineria da dove l’uomo, titolare con il fratello, non sarebbe stato visto uscire. Sul posto sono arrivati anche i tecnici del Ris di Parma per prelevare vari campioni, oltre ai cani molecolari portati direttamente da Firenze. Ma ancora nessuna traccia. I controlli sono stati rivolti alla sponda destra del fiume Mella tra via Madonnina, nella zona di Magno, Padile e fino al confine con la Trw, Aleno e Inzino, verso Gardone.
Mentre mercoledì le ricerche punteranno tra Cesovo e Brozzo. L’avvocato della famiglia Patrizia Scalvi e un consulente di medicina legale sono stati per un’ora all’interno dell’azienda per un sopralluogo e cercare tutte le tracce possibili. Per questo motivo è stato disposto il fermo della produzione e il sequestro di tutti i forni della fonderia. I carabinieri di Gardone Valtrompia stanno continuando a interrogare dipendenti e chi potesse sapere qualcosa di più di quanto successo quella sera della scomparsa. Il sostituto procuratore di Brescia Alberto Rossi ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, un atto formale perché, secondo gli inquirenti, tutte le piste sono possibili. Al centro sono finiti anche i rapporti di famiglia, in particolare tra i due fratelli Mario e Adelio contitolari dell’azienda.
Stando agli elementi raccolti dalle forze dell’ordine, sembra che non andassero molto d’accordo, soprattutto dopo la decisione di aprire un’altra sede a Bedizzole. Per questo motivo vengono passati al setaccio anche i movimenti finanziari. Ma le indagini puntano anche su un’auto, che sarebbe di un nipote di Mario Bozzoli, che sarebbe stata vista entrare e uscire dall’azienda. Intanto, i carabinieri hanno scoperto come l’uomo la sera della scomparsa dovesse essere a una cena a Soiano. Si fa sempre meno possibile l’ipotesi dell’allontanamento volontario, ma non si esclude. La presenza dei forni potrebbe far pensare, in modo macabro, che l’uomo sia finito all’interno di uno di quelli. Devono essere analizzati anche gli scarti di lavorazione, materiale complesso da controllare. Al termine della giornata di ricerche per mercoledì, si deciderà se proseguire.

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