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Marcheno, “sequestrate l’azienda”

Martedì 13 ottobre la richiesta della famiglia dell'imprenditore scomparso da giovedì 8. La ripresa del lavoro potrebbe compromettere le prove.

Bozzoli(red.) Prima la richiesta di non accendere i forni finché non ci sono elementi certi e poi quella di sequestrare l’azienda. L’istanza è arrivata da Patrizia Scalvi, avvocato della famiglia di Mario Bozzoli, l’imprenditore 50enne di Marcheno, nel bresciano, che risulta scomparso da giovedì 8 ottobre. Le ricerche vanno avanti senza sosta, mentre la moglie di Bozzoli, Irene, si è affidata anche ai Ris di Parma per trovare ogni traccia possibile. La richiesta di bloccare l’intero impianto e quindi la produzione è giunta per evitare che le prove vengano compromesse.
In ogni caso, sarà il sostituto procuratore Alberto Rossi, a capo dell’indagine, a decidere. Nessuna ipotesi è stata scartata, ma il sindaco Diego Bertussi ritiene che ormai si debba cercare il cadavere dell’uomo. Sono passati diversi giorni e il fatto che Bozzoli potrebbe non essere uscito dall’azienda farebbe pensare a un possibile omicidio avvenuto in ditta, con occultamento del corpo.

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