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Sparatoria via Roncadelle, si indaga

Tre proiettili calibro 7,65 sono stati esplosi da due pistole. Questa è la ricostruzione degli investigatori sull'agguato notturno di mercoledì 1 luglio.

Colpi pistola(red.) Vanno avanti le indagini da parte della polizia dopo la sparatoria che nella notte di mercoledì 1 luglio ha coinvolto un albanese di 43 anni rimasto ferito. Il fatto era avvenuto tra Brescia e Gussago, in via Roncadelle, quando da un’auto in corsa affiancata a quella di Arben Corri erano partiti dei colpi. L’inchiesta ha verificato che si trattavano dei proiettili di calibro 7.65 e che sarebbero state due le pistole a sparare. Il cittadino balcanico, da 25 anni in Italia, stava andando al lavoro alle 2 alla pasticceria pizzeria “Da Frank” non lontano dal luogo della sparatoria.
L’uomo era stato colpito da tre proiettili al torace e al braccio per poi uscire dall’auto rifugiandosi in un distributore di benzina. Qui una donna l’ha soccorso. L’albanese ha detto agli inquirenti di non conoscere quelle persone e di non aver mai ricevuto minacce. Una posizione che anche il suo datore di lavoro ha confermato, descrivendolo come un individuo tranquillo e onesto. L’uomo resta in ospedale, mentre le indagini proseguono per capire se si sia trattato di una vendetta, di uno scambio di persona, oppure se l’albanese non abbia detto tutto.

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