Brescia-Vicenza, tre ultras perquisiti

Dopo l'agguato contro il pullman dei tifosi veneti, la Digos ha controllato le case di tre supporters biancoblu. Trovati due coltelli e un tirapugni.

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Pullman Vicenza(red.) Dopo l’agguato del 28 aprile scorso al pullman dei tifosi vicentini sulla tangenziale ovest di Brescia, al termine della partita di calcio di serie B tra Brescia e Vicenza, nelle prime ore della giornata di venerdì 12 giugno si sono svolte alcune perquisizioni della Digos. Nel mirino sono finiti tre ultras delle Rondinelle residenti nella bassa bresciana e accusati di quei gesti. A un mezzo che riportava indietro i tifosi, soprattutto famiglie, era stato lanciato un sasso che ferì a un occhio un ragazzino di 12 anni poi portato in ospedale. Per quell’episodio un tifoso 20enne venne arrestato in flagrante e condannato a due mesi e venti giorni di reclusione.
Nella sua casa gli agenti hanno trovato due coltelli a serramanico e un tirapugni. Il giovane e altri due, di 22 e 29 anni, oggetto dei controlli della polizia, sono stati denunciati per lesioni verso minore. Quest’ultimi due avrebbero organizzato l’attacco e farebbero parte, insieme al già condannato, del gruppo “Indian Leno” non collegato alla curva nord. Dopo l’agguato erano anche stati disposti dieci daspo, di cui uno di cinque anno a un capo ultras che era già stato colpito dal provvedimento.

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