Inchiesta Tav, Fermi e Saglia indagati

Anche il presidente di Metro Brescia e l'ex sottosegretario allo Sviluppo Economico fra gli indagati della maxi inchiesta sulla corruzione.

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(red.) Ci sono anche Ettore Fermi, presidente di Metro Brescia, e l’ex sottosegretario Stefano Saglia fra gli indagati della maxi inchiesta sulla corruzione legata agli appalti della Tav.
C’è una lunga lista di indagati a corollario dei quattro arresti ordinati dalla procura di Firenze, fra cui quello dell’ex dirigente del ministero dei Lavori pubblici Ercole Incalza.

Sono 50 le persone coinvolte, ecco la lista completa.
Ercole Incalza, Stefano Perotti, Francesco Cavallo, Sandro Pacella (tutti arrestati), Christine Mor, Philippe Perotti, Isabelle Mor, Daniel Mor, Giorgio Mor, Marco Perotti, Pasquale Trane, Massimo Fiorini, Giovanni Fiorini (la cui posizione è stata poi archiviata  con decreto del Gip del Tribunale di Firenze emesso in data 23 settembre 2016), Lidia Cavina, Giampaolo Pelucchi, Ettore Fermi, Giovanni Li Calzi, Fabio Oliva, Giulio Burchi, Antonio Acerbo, Maurizio Gentile, Giuseppe Arcoleo, Sandro Sforza, Fabrizio Averardi Ripari, Giacomo Beretta, Andrea Castellotti, Attilio Navarra, Luca Navarra, Alessandro Paglia, Fedele Sanciu, Bastiano Deledda, Willem Brouwer, Giandomenico Ghella, Giulio Grimaldi, Stefano Saglia, Angelo Caridi, Filippo Silvestri, Furio Saraceno, Andrea Santini, Elena Repetto, Vito Bonsignore, Antonio Bargone, Graziano Patuzzi, Alfredo Peri, Valdimiro Fiammenghi, Francesco Loffredo, Rocco Girlanda, Luigi Fiorillo, Luciano Rizzo, Salvatore Adorisio, Angelantonio Pica.

Gli uomini di governi del passato o i politici
indagati sono il sottosegretario ai Trasporti del governo Letta, Rocco Girlanda, l’ex sottosegretario allo Sviluppo economico dell’ultimo governo Berlusconi, il bresciano Saglia, l’ex europarlamentare Ncd, Vito Bonsignore, l’ex senatore Pdl Fedele Sanciu e Antonio Bargone, ex sottosegretario ai Lavori pubblici dei governi Prodi I e D’Alema.
Nell’ambito dell’inchiesta spiccano anche gli incarichi professionali assegnati a Luca Lupi, giovane ingegnere e figlio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio. Secondo l’accusa glieli avrebbe affidati uno dei personaggi coinvolti nell’indagine, Stefano Perotti. E alcuni degli indagati ne parlano diffusamente in diverse conversazioni telefoniche intercettate.

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