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Brescia, accattonaggio: 3mila interventi

La Polizia Locale ha identificato 121 persone ed elevato 629 verbali. Sequestrati inoltre 1002,62 euro.

accattonaggio 1(red.) La Polizia Locale di Brescia non abbassa la guardia nell’attività di contrasto al fenomeno dell’accattonaggio. I dati lo dimostrano. In totale nel 2014 il Comando ha messo in atto 3108 accertamenti, attraverso singole attività eseguite di propria iniziativa o programmate con i nuclei specialistici. Un numero ampiamente superiore a quello del 2013 quando, a fine anno, gli accertamenti erano stati 2.267. Complessivamente nel corso del 2013 sono stati elevati 629 verbali, mentre al 31 dicembre 2014 sono stati elevati 830 verbali, per un totale teorico di sanzioni pari a 107.900 euro.
Tutte le persone fermate sono state identificate, mentre in 121 occasioni si è reso necessario l’accompagnamento all’interno del Comando per le operazioni di identificazione. Dai controlli è emerso che la maggior parte delle persone fermate è incensurata. In larga parte (95%) si tratta di uomini e donne di nazionalità rumena, provenienti dalle località di Sibiu e Aiud, appartenenti a gruppi familiari omogenei composti da genitori, fratelli e figli.
In casi particolari il Comando chiede alla Prefettura di emettere un decreto di allontanamento dal territorio comunale previsto per legge per i cittadini comunitari (decreto legislativo 30/2007), sulla base di alcuni elementi che vengono raccolti di volta in volta. Questi provvedimenti sono adottati, ad esempio, in caso di permanenza continuata in Italia di un cittadino dell’Unione Europea che non ha a disposizione risorse sufficienti per non diventare un onere a carico dello Stato. In una circostanza, a un uomo, sanzionato ben 13 volte, è stato notificato il provvedimento di allontanamento con l’obbligo di presentarsi all’autorità consolare italiana in Romania. Anche per altre 7 persone è in corso un analogo procedimento.
La mappatura degli interventi e delle sanzioni assegna alla periferia una percentuale di presenze pari al 69% contro il 31% del centro storico. Gli episodi più frequenti si sono riscontrati nelle intersezioni periferiche o semi periferiche quali, ad esempio, via Risorgimento/via Montelungo/via Oberdan (88 illeciti), via Cadorna/via Diaz/viale Duca d’Aosta (84 illeciti), via Orzinuovi/via Roma (38 illeciti), piazzale Arnaldo (36 illeciti) e via Gualla (16 illeciti). In centro storico la via nella quale sono state registrate più sanzioni è via X Giornate con 40 illeciti, seguita da piazzale della Repubblica con 18 illeciti, corso Mameli con 16 illeciti e via Porcellaga 10 illeciti.
Nel 2011 sono stati eseguiti 61 interventi che hanno portato a un sequestro di 877,22 euro mentre, nel 2012, sono stati effettuati 70 interventi che hanno prodotto un sequestro di 1225,08 euro. Nel 2013, invece, gli interventi sono stati 77 (il denaro sequestrato ammonta a 880,06 euro). Infine nel 2014 i 144 interventi realizzati hanno consentito di sequestrare 1002,62 euro. Le ordinanze di ingiunzione di pagamento sono state 629.
Oltre alle attività strettamente collegate al contrasto del fenomeno dell’accattonaggio su strada, si segnala che, nel corso di quest’anno, sono stati eseguiti anche 10 interventi, coordinati e congiunti, di sgombero in particolari punti della città per allontanare alcuni uomini che stavano bivaccando in situazioni di pericolo per la propria incolumità. La Polizia Locale è intervenuta, ad esempio, per porre fine all’occupazione messa in atto da alcune persone sotto il ponte di via Risorgimento, una posizione particolarmente a rischio perché a diretto contatto con le acque del fiume Mella. Altre operazioni di sgombero sono state eseguite in via Corfù, via Santa Maria del Mare e in via Sardegna, presso le macerie dell’ex area carburanti. Sono state recuperate anche diverse masserizie accatastate accattonaggioalla rinfusa, fonte di potenziale pericolo e possibile inquinamento ambientale.
Le persone che praticano l’accattonaggio sono attive in diverse parti del territorio comunale con una lieve predominanza nei luoghi più in vista del centro storico, ad esempio via X Giornate, corso Palestro, corso Mameli, piazzale Arnaldo eccetera, ma anche in alcuni incroci periferici, specialmente nelle vicinanze di via Cadorna, via Orzinuovi, via Triumplina e piazzale Corvi. In molti casi si tratta di cittadini di etnia nomade, per la maggioranza di origine rumena per i quali, oltre alle operazioni di identificazione, la Questura ha emesso il foglio di via dalla città o dalla provincia.
In passato è stato accertato, tramite indagini specifiche, che erano presenti alcuni nomadi che giungevano a Brescia in treno provenienti dalla provincia e da altri centri (Desenzano e Verona in particolare). Ciò ha consentito di mettere in atto alcuni interventi congiunti tra diverse forze di polizia, grazie ai quali nei campi nomadi sono stati recuperati anche diversi oggetti di valore, che costituivano il bottino di furti in appartamento. I controlli sul fenomeno dell’accattonaggio hanno implicazioni di carattere giudiziario tanto che sono in corso attività investigative per dimostrare l’esistenza di un vero e proprio “racket” a danno di persone costrette con la forza a chiedere l’elemosina. A oggi la possibilità di sequestrare il denaro rappresenta l’unico valido deterrente che, in qualche modo, può far desistere da tale attività poiché i pagamenti delle sanzioni comminate risultano ancora di poca entità (non oltre il 2/3% del totale), a causa del fatto che la maggioranza delle persone multate sono cittadini stranieri residenti non in Italia ma in paesi extraeuropei, per i quali le notifiche sono praticamente impossibili da eseguire.
La Polizia Locale, nel corso del 2014, in linea con quanto deciso dall’amministrazione comunale, ha potenziato e incrementato i controlli relativi al fenomeno dell’accattonaggio che si verifica sul territorio cittadino nonostante gli innumerevoli interventi che, da anni, sono messi in campo sia in centro storico che in periferia. Il regolamento di Polizia Urbana del Comune di Brescia, all’articolo 7, lettera L, afferma che è vietato “effettuare qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che causi intralcio o pericolo alla circolazione veicolare o pedonale; e in ogni caso è vietato l’accattonaggio nei pressi dei luoghi destinati alla memoria dei defunti, agli ospedali, nei pressi dei pubblici edifici e nel centro storico”. La sanzione prevista è di 130 euro. Le norme che si riferiscono alle violazioni del regolamento di Polizia Urbana sono in vigore dal 2002, quando è stato redatto il testo che forniva disposizioni circa i comportamenti vietati. Da tale data, gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti e hanno applicato le sanzioni, ma dal 2009, anno in cui sono stati revisionati alcuni articoli del regolamento, il Comando, grazie a uno studio supportato da compendi giuridici, ha iniziato ad applicare l’articolo 13 della legge 689/81 (“Legge della depenalizzazione”) che prevede il sequestro e la confisca di cose mobili, quindi anche di denaro, quale provento dell’attività illecita. Di conseguenza hanno avuto inizio i sequestri di denaro a chi esercita l’accattonaggio molesto. Una norma simile, inserita nel codice della strada, può essere applicata anche ai parcheggiatori abusivi che chiedono soldi. Nel corso degli ultimi anni sono state sequestrate diverse somme di denaro che sono state successivamente versate su un conto della Banca d’Italia a disposizione dell’erario, previa autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate.

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