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La vedova Raccagni: «Più prevenzione e controlli»

E' l'appello di Federica Pagani, moglie del macellaio di Erbusco morto dopo la violenta rapina in villa a Pontoglio, al prefeftto di Brescia.

(red.) Non chiede vendetta, ma giustizia per il marito morto dopo una rapina violenta nella abitazione di famiglia.
E’ un urlo disperato e al tempo stesso composto e dignitoso quello che Federica Pagani, moglie di Pietro Raccagni, il macellaio di Pontoglio morto il 19 luglio scorso, in seguito alle ferite riportate durante una rapina, ha rivolto al prefetto di Brescia Narcisa Brassesco che, in occasione di una visita alla comunità di Pontoglio, accompagnata dal comandante provinciale dei Carabinieri, Giuseppe Spina, e dai sindaci di Erbusco e Pontoglio, Ilario Cavalleri e Giuseppe Seghezzi, ha fatto visita al negozio della famiglia, la Bottega della Carne.
La famiglia Raccagni ha ringraziato le autorità per il lavoro di indagine svolto sul caso, che ha consentito di individuare i tre presunti responsabili della rapina, tre giovani albanesi, uno dei quali arrestato solo un paio di giorni fa.
Pietro Raccagni sorprese i tre ladri nel sua garage: uno dei tre lo colpì alla testa con una bottiglia di spumante. Una ferita che ha provocato il coma dal quale l’uomo non si è più risvegliato, spirando dopo 11 giorni dal ricovero in ospedale.
La moglie del macellaio morto ha chiesto ai rappresentanti delle Istituzioni maggiore «prevenzione, più controllo del territorio».

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