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Giornata di picchetti antisfratto nel bresciano

Rinviato per la 13esima volta il provvedimento ad una famiglia di immigrati residente a Capriolo. Altri blocchi a Castel Mella, Lonato e Manerba.

(red.) Bloccato per la 13esima volta uno sfratto esecutivo a Capriolo (Brescia).
Martedì 2 settembre, attivisti dell’Associazione Diritti per tutti si sono presentati davanti all’abitazione della famiglia di  Moncef Mbarki, cittadino italiano invalido (con origini tunisine), per impedire che il nucleo venisse allontanato da casa.
L’uomo, padre di tre figli minorenni di 17, 14 e 14 anni, l’ultimo dei quali invalido al 100%, è titolare di un assegno di 790 euro al mase, sufficienti solo per coprire spese sanitarie e poco altro. In difficoltà a trovare un lavoro a causa del proprio handicap, da tempo non riesce a pagare il canone di locazione. La famiglia di immigrati ha ottenuto una proroga allo sfratto dall’Istituto per il sostentamento del clero, proprietario dell’immobile.
Altri sfratti bloccati nel bresciano, sempre nella giornata di martedì, a  Castrezzato e a Castel Mella, dove è stata rilanciata la campagna “Stop pignoramenti” bloccando l’accesso del custode giudiziario che per conto di Banca Intesa doveva effettuare la perizia per la messa all’asta dell’appartamento di Sasha, piccolo imprenditore edile fallito per la crisi e poi muratore rimasto senza lavoro.
A Lonato, come riferisce Radio Onda d’Urto, «ci sono stati alcuni momenti di tensione quando una decina di carabinieri e agenti della polizia locale ha inizialmente mostrato la volontà di intervenire con la forza; all’arrivo di altri attivisti però i due sfratti di oggi in quel comune venivano bloccati e rinviati al 7  ottobre». Picchetto anche a Manerba del Garda, con la presenza di giovani attivisti del Collettivo gardesano autonomo, che ha impedito l’esecuzione del provvedimento ad una famiglia con bambina di 10 anni e moglie incinta ottenendo il rinvio al 17 ottobre.

 

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