Gli adolescenti afghani in attesa di un futuro

Inespellibili in quanto minorenni e provenienti da un Peese in guerra, verranno ospitati da una famiglia o comunità.

(red.) Sono ospiti dell’asilo notturno Pampuri dei Fatebenefratelli di Brescia i tre ragazzi afghani arrivati in città dopo 50 ore di viaggio, dalla Grecia all’Italia, aggrappati al fondo di un Tir.
Intanto che si completano gli accertamenti sulla loro identità ed età, volti ad appurare se i tre giovani siano davvero minorenni cme hanno dichiarato (avrebbero infatti 15, 16 e 17 anni), per loro sono applicate le tutele previste dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, datata 1989 (legge 176/91).
Essa stabilisce che ogni decisione riguardante i minori deve tenere conto del superiore interesse del soggetto, senza discriminazioni di sorta. I tre ragazzi quindi, non sono passibili di espulsione dal nostro Paese. Il fatto poi che provengano da un luogo di guerra fa scattare la protezione umanitaria.
Nel caso dei tre adolescenti afghani, poi, si tratta di minori stranieri non accompagnati per i quali si applicano alcune normative, come il collocamento in luogo. La tutela di questi minorneni è solitamente affidata ai Comuni che provvedono, generalmente, ad affidarli temporaneamente ad un nucleo familiare o ad una comunità. I ragazzi sono tenuti poi all’obbligo del completamento dei l corso di studi fino al compimento del 18esimo anno di età. Una volontà che gli stessi tre ragazzini hanno espresso tra i desideri che vorrebbero realizzare in terra italiana.

 

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