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Cane ucciso, stop all’alpeggio per i mandriani

Il Comune di Breno ha revocato la concessione ai responsabili del massacro dell'animale. Questo sabato manifestazione animalista tra le malghe.

(red.) Revocato il contratto d’affitto dell’alpeggio ai mandriani individuati come i responsabili dell’uccisione del cane al Passo Crocedomini, in Valcamonica.
E’ la decisione assunta dall’amministrazione comunale di Breno (Brescia), proprietaria dei terreni su cui si è compiuto il fatto.
Tuttavia, la rescissione del contratto con l’azienda agricola di cui sono titolari il 49enne ed il 18enne autori del massacro dell’animale, rimane in auge fino a settembre per non danneggiare l’attività di alpeggio in corso. Ma dalla prossima stagione gli allevatori non potranno più portare il bestiame a pascolare in quelle zone.
Il sindaco di Breno, Sandro Farisoglio, ha anche spiegato che, nel caso in cui i mandriani venissero condannati per l’uccisione del loro cane, non verrà più concesso loro in gestione l’alpeggio comunale nei prossimi anni.
La notizia del barbaro massacro dell’animale, una cane meticcio addetto alla sorveglianza della mandria, ha provocato diverse reazioni nel mondo animalista e non solo. Questo sabato 2 agosto è stata promossa una manifestazione di protesta nelle malghe teatro dell’episodio. Si tratta, come hanno raccomandato gli organizzatori dell’evento, di un corteo pacifico che si snoderà da Breno fino in quota.
Intanto, sempre il Comune brenese ha deciso di annullare il decimo Campionato «Cani da pastore per bovini», che avrebbe dovuto svolgersi il prossimo 16 agosto in località Cadino della Banca verso Crocedomini, destinando il contributo comunale di 1000 euro ad un’associazione che si occupa della cura degli animali. L’amministrazione ha inoltre incaricato il Servizio Veterinario dell’Asl di verificare le condizioni di salute e di trattamento delle bestie di proprietà dell’azienda agricola.
Intanto, nella giornata di venerdì, è stata recuperara la carcassa del cane, ucciso a bastonate e sassate. L’analisi dei resti dell’animale andrà a confluire nel fascicolo aperto dal pm bresciano Eliana Dolce a carico dei due indagati che devono rispondere di uccisione di animali secondo l’articolo 554 del Codice penale. Rischiano fino a 18 mesi di carcere.

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