Yara, Bossetti da pm per dire la sua verità

Il muratore di Mapello, presunto killer della 13enne di Brembate, martedì davanti al magistrato per replicare a «una serie di falsità sul suo conto».

(red.) Incontrerà di nuovo i magistrati martedì 8 luglio Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44enne di Mapello, arrestato con l’accusa di essere il killer di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembare Sopra (Bergamo) uccisa il 26 novembre 2010.
Sono passate tre settimane esatte da quel lunedì 16 giugno in cuil’uomo, spostato e padre di tre figli, venne arrestato con la pesante accusa di aver barbaramente uccisola ginnasta bergamasca. Ed ora, dopo giorni di silenzio davanti agli inquirenti, il 44enne sembra essersi deciso a parlare. Attraverso i suoi legali Silvia Gazzetti e Cluadio Salvagni, ha chiesto un incontro con il pubblico ministero Letizia Ruggeri, che avrà luogo appunto martedì nel carcere di Bergamo.
Da una settimana il carpentiere può guardare la televisione e leggere i giornali, e si è quindi reso conto di tutto ciò. Sembra essere proprio questa la motivazione principale che lo ha portato a chiedere un faccia a faccia con il pm.
Bossetti intende replicare a «una serie di falsità sul suo conto». Dalla sua presunta «doppia vita», fatta oltre che di lavoro e famiglia anche di lunghe serate in discoteca, alle assenze immotivate dal lavoro che sarebbero state riportate da alcuni suoi colleghi, fino alle lampade nel centro estetico di Brembate Sopra e alle pagine relative al caso Yara che avrebbe digitato sul proprio computer.
Bossetti ribadirà poi la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti, ma non è chiaro se intenderà spiegare la propria versione dei fatti o attendere la fase processuale.
Quello di martedì sarà il primo confronto diretto fra Bossetti e il pm Ruggeri. Nei due precedenti interrogatori davanti agli inquirenti si era invece avvalso della facoltà di non rispondere.
Intanto i suoi due legali hanno intenzione di chiedere una ripetizione dell’esame del Dna per verificare la compatibilità tra le tracce di sangue rinvenute sui leggins e sugli slip di Yara e il codice genetico dell’accusato.
Nel frattempo Ester Arzuffi, la madre del muratore di Mapello, ha chiesto e ottenuto di vedere il proprio figlio. L’incontro avverrà nei prossimi giorni, forse giovedì. La donna continua a sostenere di non aver mai avuto una relazione con Giuseppe Guerinoni, l’autista di autobus padre di Ignoto 1 individuato dalle indagini.

 

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