Ballarin, dal carcere alla redazione web

Elisabetta Ballarin, condannata a 24 anni per l’omicidio di Mariangela Pezzotta con le Bestie di Satana, sta effettuando uno stage in un giornale.

(red.) Su di lei è stato detto molto, ora, invece, a tenere la penna in mano e a “passare dall’altra parte” sarà lei, Elisabetta Ballari, 29 anni, condannata a 24 anni di carcere in regime di semilibertà per aver preso parte all’omicidio di Mariangela Pezzotta (29 gennaio 2004) insieme ai compagni delle Bestie di Satana.
Dopo avere conseguito la laurea triennale in Didattica dell’Arte all’Accademia Santa Giulia di Brescia, città dove sta scontando la pena, e dopo il biennio specialistico in comunicazione, e dopo avere ottenuto una borsa di studio comunale, Ballarin ha poi effettuato uno stage come guida turistica presso il comune di Monte Isola. Adesso, invece, lavora come giornalista nella redazione on line de Il Giornale di Brescia. Lo riferisce il Corriere della Sera.
Alberto Ballarin, noto giornalista sportivo morto nel 2005, era il papà di Elisabetta, che ha perso anche la mamma, deceduta a gennaio per un’intossicazione da monossido di carbonio da una caldaia difettosa.  Il lavoro della Ballarin si svolge sia all’interno che all’esterno della redazione del quotidiano locale, alla sera, poi, la ragazza, fa rientro in cella a Verziano. Un esempio, forse anche piuttosto raro, di rieducazione carceraria durante la detenzione.
«E’ una opportunità garantita alla 29enne studentessa dell’Accademia Santa Giulia, a fronte di una sua richiesta, esattamente come agli altri 133 giovani che dal 2005 ad oggi hanno svolto l’esperienza formativa prevista dal ciclo di studi nel nostro quotidiano». Così Il Giornale di Brescia interviene sul proprio sito web dopo il clamore suscitato dalla notizia che Elisabetta Ballarin ha iniziato uno stage nella redazione del principale quotidiano bresciano.
«La giovane – prosegue la nota – il cui nome è ricorso nelle cronache giudiziarie, e che sta scontando in regime di semilibertà una pena di 23 anni di reclusione nel carcere bresciano di Verziano, ha già conseguito con votazione di 110 e lode la laurea triennale in Didattica dell’arte all’Accademia Santa Giulia, e sta proseguendo gli studi nel biennio specialistico in Grafica e comunicazione, nell’ambito del quale ha appunto ottenuto la possibilità di effettuare lo stage. Ogni ulteriore considerazione riguardo al suo stage nella nostra redazione – al pari di quelle pubblicate da alcune testate nelle scorse ore – risulta fuori luogo oltre che di cattivo gusto».
«Sto studiando comunicazione e grafica e spero che l’esperienza appena iniziata all’interno della redazione del Giornale di Brescia possa essere formativa. Sono qui per imparare». «Sinceramente – prosegue la ragazza, intervistata dall’Ansa – non mi aspettavo tanto clamore visto che mi sto quasi per laureare e da più di tre anni esco ogni giorno dal carcere per andare in università. Speravo che la mia nuova esperienza, che rientra nell’ambito accademico, potesse passare un po’ più inosservata».
Il padre di Elisabetta Ballarin, Alberto, è stato un noto giornalista sportivo. Lei non esclude di ripercorrere le sue orme: «Spero di lavorare nell’ambito della comunicazione. Per quello che sto vedendo in questi primi giorni di stage, il lavoro in una redazione mi piace molto. Sicuramente non mi vorrei occupare di cronaca». Un anno fa Elisabetta Balllarin aveva scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere la grazia. Una domanda che era stata sottoscritta anche dall’allora sindaco di Brescia, Adriano Paroli.

 

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