Quantcast

Nel furgone tappeti, mobili e clandestini

Arrestato dalla polizia un magrebino 50enne residente a Trenzano. Sul camion un piccolo vano per nascondere gli immigrati dal Marocco.

(red.) Nel furgone, stipato di tappeti, mobili e lampadari c’erano anche dei clandestini. Sfruttando l’attività di import-export che aveva avviato da tempo, un marocchino 50enne, da una decina d’anni residente nel bresciano, ben integrato e senza precedenti, aveva dato il via a quella (più redditizia) di mercante d’uomini.
A scoprire la tratta il commissariato di polizia di Desenzano del Garda, che ha arrestato l’uomo, di casa a Trenzano. Per occultare la presenza degli immigrati, che venivano trasportati uno o due alla volta, aveva ricavato un piccolo pertugio dietro la cabina di guida. I clandestini venivano trasportati dal Marocco fino in città per una cifra pari a 7mila euro ciascuno.
I viaggi venivano effettuati mensilmente: l’uomo, che è stato tratto in arresto con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e portato a Canton Mombello, non solo ne approfittava per acquistare merce da rivendere poi agli ambulanti del gardesano, ma caricava, di volta in volta, una o due persone che venivano poi occultate nel piccolo vano da 60 centimetri ricavato all’interno del furgone.
Come funzionava il sistema? I clandestini venivano caricati a bordo, poi, una volta arrivatia Tangeri, si nascondevano nel vano segreto durante le operazioni di controllo alla dogana, quindi uscivano ed effettuavano il viaggio in nave fino a Genova, dove l’operazioen veniva ripetuta. I trasportati, dunque, stavano nella cabina nascosta solo pochi minuti necessari a celarsi mentre avvenivano i controlli.
La polizia stima che l’attività “parallela” del magrebino sia stata avviata un ano fa, consentendo l’ingresso illegale in Italia di una dozzina di immigrati, per un guadagno di circa 80mila euro.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.