Quantcast

Tratta immigrati, il capo preso a Lumezzane

Zafar Iqbal è tra le 10 persone arrestate nell'operazione della polizia di Trieste, che ha sgominato un'organizzazione dedita al traffico di clandestini.

(red.) Si chiama Zafar Iqbal e, secondo gli inquirenti che, martedì 12 maggio, hanno arrestato 10 persone con le accuse di associazione per delinquere e traffico di clandestini, è il capo della banda che aveva messo in piedi un’organizzazione dedita al traffico di immigrati.
Complessivamente, sono 33 le persone coinvolte nell’inchiesta condotta dalla polizia di Trieste e coordinata dalla Dda della stessa città. Gli agenti hanno arrestato dieci “passeur” in flagranza di reato, sei in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, mentre quattro persone risultano ancora ricercate (all’estero), e altre 13 sono indagate.
Zafar Iqbal è stato fermato a Lumezzane, nel Bresciano, sabato scorso. Aveva cercato di fuggire in Belgio ma gli agenti lo hanno arrestato nella breve pausa dalla fuga, tornando in Italia. L’uomo aveva fatto rientro in provincia per recuperare i soldi dell’attività illecita.
I migranti – un centinaio quelli entrati illegalmente che pagavano all’organizzazione tra i 5 e i 10 mila dollari ciascuno – partivano dalla Grecia in nave o percorrevano la “rotta balcanica” nascosti all’interno di piccoli furgoni, e arrivavano a Trieste. Da qui l’organizzazione li dirottava verso l’Austria attraverso Tarvisio (Udine) e Brennero (Bolzano) per la Germania.
La base principale della banda era in Lombardia, da dove venivano gestiti i flussi di persone. Nel periodo delle indagini sono stati un centinaio i migranti rintracciati.
Commentando l’esito dell’indagine, il Procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, ha sottolineato l’esistenza di protocolli internazionali con Serbia, Bosnia e altri paesi dell’Est per «una modernizzazione della lotta alla criminalità organizzata con Paesi che sono freschi di democrazia ma sono già pronti a una efficace collaborazione. A Trieste si è adusi ad aver un buon colloquio con le forze di Polizia omologhe. Si fanno anche riunioni mensili, con l’espletamento delle commissioni rogatorie. E’ un meccanismo già collaudato che si perfeziona sempre più per una piena efficacia nella lotta sia contro la tratta dei minori, sia contro la tratta delle schiave, che sono poi reati più ricorrenti in questa zona», ha concluso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.