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Brescia, chi sono i 24 secessionisti arrestati

Blitz dei carabinieri, su ordine del tribunale di Brescia, contro un gruppo di persone ritenuto autore di azioni violente per ottenere l'indipendenza del Veneto.

(red.) Sognavano l’indipendenza del Veneto, ma l’impresa è finita dopo un blitz dei carabinieri del Ros di Brescia che hanno colpito un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto «varie iniziative, anche violente», per ottenere il distacco della regione del Nord-Est dallo Stato italiano.
Ventiquattro gli arresti effettuati dai militari dell’Arma in varie regioni, su ordine della magistratura di Brescia, 33 le perquisizioni, a carico di un gruppo di persone sospettate di associazione per delinquere, terrorismo ed eversione del sistema democratico, oltre alla fabbricazione di armi.
Gli arresti riguardano numerosi lombardi e veneti che militano tra le file del movimento indipendentista.
Nel Bresciano si sarebbe costituito il gruppo e si sarebbero tenute le riunioni. Le indagini sono cominciate circa tre anni fa. Secondo gli uomini del Ros, coordinati dalla procura bresciana, le persone arrestate farebbero parte di «un gruppo riconducibile a diverse ideologie di tipo secessionista che aveva progettato iniziative anche violente finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale».
Tra i fatti contestati c’è anche la costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un’azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco. Forse il colpo di mano era previsto per il giorno delle elezioni europee, domenica 25 maggio 2014. Il mezzo è stato sequestrato: si tratta di un vecchio trattore, riadattato con una pesante blindatura e al quale è stato aggiunto un cannoncino in grado, secondo i primi accertamenti, di funzionare.

In programma l’occupazione di piazza San Marco a Venezia


La vicenda richiama alla memoria quanto avvenuto
il 9 maggio 1997, quando un gruppo di «Serenissimi» diede l’assalto al campanile di piazza San Marco. In quel caso tra gli elementi più scenografici c’era proprio un furgone trasformato in rudimentale carro armato, poi denominato «Tanko».
Tra gli indagati figurano appunto alcune persone vicine al noto gruppo dei «Serenissimi» che parteciparono all’azione del 1997 e il presidente e la segretaria della «Life», l’associazione che ha avuto un ruolo particolarmente attivo nel periodo di contestazione dei cosiddetti forconi dell’8 dicembre scorso.
L’alleanza tra indipendentisti bresciani e veneti aveva l’obiettivo di ottenere la secessione dall’Italia, secondo le informazioni rese note dagli investigatori. Per il procuratore capo della Repubblica di Brescia, Tommaso Bonanno questa «alleanza» è stata costituita nel comune di Erbusco, in provincia di Brescia, il 26 maggio 2012 e comprenderebbe i movimenti separatisti che vanno da «Brescia patria» ad alcuni rappresentanti di «Veneto Stato» più altri movimenti separatisti attivi in Italia.
I secessionisti avevano messo in atto «attività strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l’organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, nonché la costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo Serenissimo, per le trattative con lo Stato centrale finalizzate alla secessione del Veneto dall’Italia».
Tra gli arrestati anche il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta, ex parlamentare e cofondatore della Lega Nord nel 1989 della quale è stato eletto presidente federale nel 1991 e nel 1994. Rocchetta è stato tra i promotori del referendum on-line per la secessione del Veneto.
In carcere anche l’ex dei Serenissimi Luigi Faccia e un leader dei Forconi, Lucio Chiavegato. Ai domiciliari un altro ex dei Serenissimi: Flavio Contin. Le indagini sono cominciate circa tre anni fa.
L’ordinanza, firmata dal Gip di Brescia Enrico Ceravone dispone quindi la custodia cautelare in carcere per 22 indagati, mentre per altri due – l’ex ‘Serenissimo’ padovano Flavio Contin e Giancarlo Orini, 74enne residente a Castegnato e candidato sindaco della città nel 2008 a capo della lista Liberi Bresciani – gli arresti domiciliari.

In manette ci sono anche alcuni indipendentisti bresciani


Ricapitolando, in carcere sono finiti: Luigi Faccia
, di Agna (Padova); Tiziano Lanza, di Bovolone (Verona); Corrado Manessi, di Poncarale (Brescia); Roberto Abeni, di Castenedolo (Brescia); Angelo Zanardini, di Ospitaletto (Brescia); Lucio Chievegato, di Bovolone (Verona); Patrizia Badii, di Firenze; Felice Pani, di Terralba (Oristano); Stefano Ferrari, di Sulzano (Brescia); Franco Rocchetta, di Colle Umberto (Treviso); Renato Zoppi, di Monteforte d’Alpone (Verona); Maria Luisa Violati, di Arquà Polesine (Rovigo); Erika Pizzo, di Arquà Polesine (Rovigo); Maria Marini, di Montebelluna (Treviso); Roberto Bernardelli, di Olgiate Molgora (Lecco); Elisabetta Adami, di Villafranca (Verona); Andrea Meneghelli, di Isola della Scala (Verona), Luca Vangelista, di Verona; Corrado Turco, di Bovolone (Verona); Riccardo Lovato, di Padova; Michele Cattaneo, di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) e Marco Ferro, di Arquà Polesine (Rovigo).
Tra i più conosciuti, oltre a Rocchetta, c’è Roberto Bernardelli, già assessore a Milano in quota Pensionati nella giunta meneghina guidata dal bresciano Piero Borghini. Bernardelli è stato poi parlamentare leghista, consigliere regionale in Lombardia, candidato presidente della Provincia appoggiato da Lega Padana Lombardia, No euro e Fronte cristiano.
Ma Bernardelli è anche imprenditore nel settore alberghiero. Della sua famiglia sono fra l’altro l’Hotel dei Cavalieri, nel centro di Milano, e l’Hotel dei Cavalieri in piazza Vanvitelli a Caserta. Nel settore della sanità possiede la clinica San Carlo, una struttura ospedaliera di Paderno Dugnano, e la residenza per anziani Emilio Bernardelli, sempre nella stessa cittadina del milanese.

Il leghista bresciano Fabio Rolfi: «Sono indipendentista, arrestatemi»


Il Gip non ha invece accolto le richieste
di misure cautelari nei confronti di altri due indagati dei quali non è stata resa nota l’identità.
Gli inquirenti hanno infine specificato che «non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la Lega Nord». «Si tratta di persone che avevano avuto contrasti con la Lega Nord» perché ritenevano linea Carroccio troppo morbida.
Tuttavia, con una bandiera della Serenissima in mano ed esponendo il cartello: «Siamo indipendentisti, arrestate anche noi», due consiglieri regionali della Lega Nord in Lombardia, il bresciano Fabio Rolfi e Jari Colla, si sono fatti immortalare fra i banchi dell’Aula del Pirellone in segno di solidarietà con gli indipendentisti.
Inoltre il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi ha detto che «il provvedimento della Procura di Brescia è assolutamente sproporzionato rispetto ai fatti reali. Le Procure dovrebbero perseguire la verità e la giustizia, mentre l’impressione è che in questo caso l’operazione sia di tipo politico».
Mentre il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha parlato di un’inchiesta a orologeria con una «sproporzione dell’uso di forze dell’ordine» rispetto a una vicenda che, secondo il governatore veneto, non ha nulla a che vedere con rigurgiti terroristici.

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