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Quaranta, fu “millantato credito”?

L'ex procuratore del Tribunale dei minorenni, attualmente garante delle carceri, avrebbe chiesto mille euro per "favorire" un ricongiungimento familiare.

(red.) Avviso di chiusura indagini a carico del garante dei detenuti di Brescia, l’ex procuratore del tribunale dei Minori, Emilio Quaranta.
L’ipotesi di reato contestata, come
riferisce il Giornale di Brescia è millantato credito. Secondo i pm, che hanno raccolto un esposto presentato in Procura dal titolare della azienda Valledoro, Giorgio Zubani, Quaranta avrebbe preteso 1.o19,80 euro per “aiutare” un immigrato nella pratica di ricongiungimento familiare, chiesto da un dipendente della ditta di via Galvaligi.
Fernando Tyrone Suranga Warnakulasurya, questo il nome del cingalese che ha presentato la denuncia insieme con il suo datore di lavoro, conosceva Quaranta perchè il padre era addetto alla manutenzione del giardino del residence sul Garda in cui l’ex procuratore possiede un appartamento. Nell’estate del 2012, l’operaio si rivolge dunque a Quaranta per ottenere un aiuto nella richiesta di ricongiungimento familiare: voleva portare a Brescia la moglie.
Secondo l’esposto presentato da Fernando, l’ex magistrato avrebbe voluto una copia della documentazione affermando che avrebbe chiesto ai suoi amici di dare un’occhiata alla pratica in corso. Successivamente, sempre secondo il racconto depositato in Procura, proprio Quaranta avrebbe chiamato il cingalese per ritirare il permesso direttamente in Broletto chiedendo poi un successivo incontro, in un bar della città, incontro a cui  l’operaio della Valledoro, accompagnato da Zubani, si sarebbe recato per consegnargli alcuni “pacchi dono” (contenenti vino e dolciumi) destinati alle persone che lo avevano aiutato nel procedimento di ricongiungimento. In questa stessa occasione, l’ex procuratore avrebbe anche consegnato a Fernando una busta contenente una lista “spese” per una somma pari a 1.019,80 euro.
Una sorpresa per l’immigrato che si è rifiutato di versare il denaro richiesto. Quaranta avrebbe allora abbassato la cifra, fino alla quota di 100 euro. Ma il cingalese non ci sta e così interpella il figlio del suo datore di lavoro che, in un successivo incontro con Quaranta, avvenuto in un locale cittadino, gli avrebbe consegnato i 100 euro. La faccenda però è poi approdata in via Lattanzio Gambara che, con l’avvio delle indagini, acquisisce anche il pc dell’ex magistrato. Il legale di Quaranta respinge tutte le accuse, affermando che il suo assistito avrebbe spesso ricevuto donazioni per il carcere in cambio di un suo servizio e che si tratterebbe di un’azione finalizzata a gettare discredito sull’ex procuratore dei minorenni.

 

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