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Pacco bomba all’Europol: era terrorismo

Lo affermano i Servizi segreti italiani nella relazione finale al Parlamento. Le azioni sarebbero riconducibili all'area anarco-insurrezionalista informale.

(red.) Portano la firma terroristica i due plichi esplosivi inviati nell’aprile 2013 alla redazione del quotidiano torinese La Stampa e all’agenzia investigativa Europol di via Cipro 174 a Brescia.
Queste le conclusioni delle indagini effettuate dai Servizi di informazione e di sicurezza, presentata giovedì 6 marzo. Secondo i Servizi segreti, i due pacchi bomba sono riconducibili ad una pista anarco-insurrezionalista della Federazione anarchica informale cui sono legati, secondo gli investigatori della Repubblica, «i profili più attuali della minaccia terroristica», per «l’ampiezza» sia dei potenziali obietti che dei collegamenti internazionali.
I plichi esplosivi inviati al quotidiano torinese e all’agenzia di investigazione bresciana erano stati rivendicati dalla «Cellula Damiano Bolano della Fai/Fri» con cui, si legge nella relazione dei Servizi segreti italiani,  gli informali «hanno voluto dimostrare la fattibilità di una ripresa della campagna terroristica, superando la fase di stallo derivante sia dalle diatribe interne all’area sia dalle difficoltà conseguenti alla pressione investigativa e giudiziaria».
Tra gli obiettivi possibili individuati dagli 007 italiani ci sarebbero le forze dell’ordine, la magistratura, le carceri, i media.

 

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