Tragedia di Ono: Iacovone in carcere

Il padre di Davide e Andrea, accusato di aver ucciso i bambini a Ono San Pietro, è stato trasferito nel carcere bresciano. Al via l’interrogatorio di garanzia.

(red.) Pasquale Iacovone sta meglio. Anche grazie all’impressionante lavoro dei medici del centro grandi ustioni di Padova, infatti, ora è quasi totalmente autonomo. Rimane da fare solo la fisioterapia.
Ma la mente ci mette più del corpo a guarire.
Per il  giudice delle indagini preliminari Luca Tringali, ora, la preoccupazione è che la furia di Iacovone non si sia placata. E che ora le attenzioni dell’uomo, accusato di aver ucciso i suoi due bambini, si possano spostare sull’unica sopravvissuta  alla strage di Ono San Pietro– fatta eccezione, ovviamente, per se stesso – : la sua ex moglie.
Per questo, nella serata di martedì 21 gennaio, Iacovone è stato trasferito da una stanza di ospedale a una cella di Canton Mombello.
Nelle prossime ore, quindi, verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice che ha provveduto a disporre, in tempi strettissimi, la sua custodia cautelare in carcere.
Gli inquirenti non sembrano avere molti dubbi sulla responsabilità del padre nella morte dei due piccoli indifesi: «Il compendio probatorio – scrive il giudice – è di adeguata gravità».
Andrea e Davide non sono morti a causa delle fiamme. Troppo poco fumo nei loro polmoni, nessuna traccia di ustioni. I due bambini sono stati soffocati, anche se ancora non si capisce con cosa. E i materassi della loro cameretta, poi, sono stati intrisi di benzina. Non da uno sconosciuto, non da un intruso. Di questo, al momento, il gip Tringali sembra sicuro.

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