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Iseo, non si farà il maxi-parcheggio

Il consiglio comunale non ha rinnovato la convenzione con Brescia Mobilità. Balotta (Legambiente): "Bene, l'opera sarebbe stata dannosa".

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(red.) Il maxi parcheggio di Iseo finisce su un binario morto.
Lunedi 25 novembre, il consiglio comunale d’Iseo non ha rinnovato la convenzione con Brescia Mobilità, la società controllata dal Comune di Brescia, per la costruzione del maxi-parcheggio sotto il Castello Oldofredi siglata nel 2009. Brescia Mobilità doveva sostenere i costi del parcheggio di 3 milioni di euro e 1,5 milioni per la ristrutturazione dell’oratorio, mentre il comune d’Iseo avrebbe dovuto coprire 750mila euro con l’acquisto di 30 garage.
«Sarebbe stato impensabile politicamente», dice il presidente di Legambiente del lago d’Iseo Dario Balotta, «che la giunta di centro sinistra di Brescia, che aveva vinto le elezioni dicendo no al parcheggio sotto il castello di Brescia, si mettesse ora a costruire un parcheggio sotto le mura del castello Oldofredi dove governa una giunta di centrosinistra Questo progetto, ideato quando era lecito spendere i soldi pubblici a pioggia, ora, dopo la spending review, è insostenibile anche economicamente, visto che Brescia Mobilità ha già le sue gatte da pelare per coprire gli enormi disavanzi di gestione provocati dall’apertura del nuovo Metrobus. Ecco perché il progetto è finito su un binario morto».
Legambiente del basso Sebino aveva sempre sostenuto che il maxi-parcheggio, da oltre 300 posti, avrebbe avuto effetti negativi sull’ambiente, perché avrebbe fatto sparire il campo in erba da calcio, aumentato il traffico e l’inquinamento in centro e avrebbe compromesso il paesaggio. Anche la pedonalizzazione del centro non avrebbe potuto giustificare l’opera. Per Balotta,  «sarebbe stata la pedonalizzazione più cara d’Europa. Le pedonalizzazioni si fanno con un piano della viabilità, assente ad Iseo, e con la messa in campo di opportuni divieti di circolazione. Disponendo di 7mila parcheggi e con 5300 automobili immatricolate, avanzano e bastano ben 1.300 parcheggi per turisti e visitatori. Anche il rischio ambientale della vicinanza del parcheggio alla falda acquifera doveva spingere il Comune ad abbandonare subito un progetto dannoso, dispendioso e in contrasto con le tendenze poste in atto in tutta Europa, che vogliono le automobili ben al di fuori dal centro storico».

 

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