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Iseo, medico abusa delle pazienti

Un sanitario del pronto soccorso locale è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver fatto violenza sessuale su tre sue pazienti, di cui una minorenne.

(red.) Oltre che curare le pazienti ne avrebbe anche abusato sessualmente. Questa la pesante accusa da cui deve difendersi un medico di stanza al pronto soccorso dell’ospedale di Iseo.
Al termine di complesse indagini effettuate dai carabinieri di Iseo insieme con i colleghi di Sarnico in provincia di Bergamo (presso i quali sono state depositate le denunce), al sanitario sono stati contestati almeno tre distinti episodi di abusi. E in un caso la vittima è addirittura una ragazzina ancora minorenne.
Naturalmente, come sempre in questi casi, il riserbo degli investigatori è assoluto.
Non è stato reso noto il nome dell’uomo e non sono state diffuse nemmeno le sue iniziali per evitare la possibilità che venga riconosciuto e identificato da colleghi e conoscenti.
Ma la clamorosa notizia si è sparsa in un lampo nel basso Sebino, destando non poco scalpore negli ambienti sanitari e presso la popolazione.
Nelle ultime ore le forze dell’ordine hanno notificato al medico l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Brescia su richiesta del sostituto procuratore Eliana Dolce. Il sanitario bresciano non potrà tornare al lavoro, in pronto soccorso. E neppure uscire di casa visto che il giudice nei suoi confronti ha disposto gli arresti domiciliari.
Le presunte vittime sono tre ragazze, tutte residenti nel Bergamasco e tutte transitate in diverse occasioni dal pronto soccorso del piccolo ospedale iseano. Le indagini proseguono per verificare se ci siano stati in passato altri episodi sospetti, le cui  vittime abbiano preferito tacere per evitare l’onta di riferire un’umiliante violenza subìta.
Nel frattempo i vertici della struttura sanitaria Mellino Mellini di Chiari, l’azienda ospedaliera da cui dipende il presidio di Iseo, hanno preferito il silenzio, scegliendo di non sbilanciarsi nonostante l’impatto della notizia sull’immagine dell’ospedale.
Si è affidato a un prudenziale «no comment» anche il direttore generale, Danilo Gariboldi.

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