Indagini: maltrattamento in comunità Shalom?

Un blitz delle forze dell’ordine di Palazzolo sull’Oglio nella struttura riabilitativa Shalom. Sequestrati computer. All’origine, le denunce: digiuno e isolamento punitivo.

(red.)Nei giorni scorsi, le forze dell’ordine di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) hanno effettuato un’incursione della comunità «Shalom».
Su mandato della Procura della Repubblica di Brescia, i militari hanno quindi posto sotto sequestro alcuni computer presenti nella struttura. La comunità è guidata da suor Rosalina Ravasio, che dal 1986 si dedica al recupero di ragazzi tossicodipendenti e con disagi psichici. Il blitz, come leggiamo sulle pagine del Corriere della Sera, sarebbe legato all’inchiesta per maltrattamenti (a carico di ignoti) aperta all’inizio del 2012 dal magistrato Leonardo Lesti a seguito delle denunce sporte da alcuni genitori ai carabinieri di Palazzolo sull’Oglio.
L’obiettivo dell’inchiesta, sarebbe quello di indagare sui metodi educativi e riabilitativi adottati all’interno della struttura. Secondo alcune denunce sporte nel 2012, infatti, alcuni ragazzi dal carattere particolarmente difficile sarebbero stati messi in isolamento punitivo in stanza e avrebbero dovuto subire diversi giorni di digiuno. Cosa che, ovviamente, supererebbe di molto il limite della legalità.
Ad interessare gli inquirenti, poi, i casi in cui  ad alcuni ragazzi e ragazze con problemi psichici sarebbe stato impedito di ricevere visite di parenti e amici per settimane intere. La comunità  Shalom ha molti estimatori a Brescia. Sono diversi, infatti, i professionisti (insegnanti, medici, magistrati stessi) che prestano diverse ore di volontariato all’interno della cascina di via Raspina. Inoltre, la comunità sarebbe fra le poche realtà in Italia ad accogliere ragazzi con problemi come la tossicodipendenza  in maniera totalmente gratuita.

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