Staminali, Vannoni prosegue la battaglia

Il presidente di Stamina Fundation ha smentito di voler spostare le cure all'estero, ma ha annunciato di voler proseguire la lotta per il riconoscimento del metodo.

(red.) Non molla la battaglia Davide Vannonim presidente di Stamina Fundation. Lo ha ribadito anche domenica 22 settembre a Travagliato (Brescia), dove si è svolta una giornata di soliarietà perla Fondazione e per i malati in cura (o in attesa di esserlo) al Civile di Brescia.
Allo stato attuale sono 40 i pazienti che hanno ricevuto somministrazioni secondo il metodo Stamina, ma in lista d’attesa ce ne sono altri 160, persone che hanno ottenuto il via libera da un tribunale, 107 , invece, i malati ai quali è stato rigettato il ricorso.
«Restiamo in Italia- ha detto Vannoni- a portare avanti questa battaglia. La possibilità di andare all’estero riguarda solo la volontà che mi hanno espresso gli stessi pazienti di costruire un laboratorio in cooperativa fuori dall’Italia in cui produrre le cellule gratis».
Il metodo di Stamina Fundation è stato bocciato dal Comitato Scientifico nominato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, mentre l’ospedale Civile di Brescia ha precisato «di essere legittimata per legge solo a completare i trattamenti già avviati. Detti trattamenti prevedono 5 infusioni».
Una puntualizzazione necessaria in
merito al ricorso presentato in merito al ciclo di infusioni per Sofia De Barros.  «Di conseguenza, l’Azienda ritiene di evidenziare ai Giudici, a fronte di diverse richieste dei pazienti, l’esigenza di rispettare tale limite, nonchè i problemi che si pongono procedendo ad ulteriori infusioni. A prescindere dal caso concreto, questa è la linea a cui l’Azienda ritiene coerentemente di attenersi, come ha fatto in altri casi analoghi».
Una risposta che non soddisfa, come è lecito attendersi, i familiari dei malati, nè lo steso Vannoni, per il quale la sperimentazione deve essere a carico dello Stato.
Ma sulla validità del metodo, contestato dal mondo scientifico e visto invece come un’ancora dis alvezza per i pazienti affetti da malattie degenerative, sull’opportunità di sperimentarlo e di consentire a chi ne ha bisogno l’accesso libero, c’è un ampio dibattito, destinato a continuare.
Il 7 ottobre, al Tar di Brescia, la Stamina e gli Spedali Civili porteranno la documentazione sui pazienti in cura col metodo Stamina.

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