Riva, ancora un nulla di fatto sul decreto

Non si è svolta la riunione del Cdm che avrebbe dovuto decidere sullo sblocco delle attività del gruppo siderurgico. Manifestazione degli operai a Verona.

(red.) Ancora un rinvio per il decreto sulla Riva Acciai. Tra gli obiettivi del Governo, annunciati, ma non ancora attuati, c’è lo sblocco dei sette stabilimenti del gruppo siderurgico (tre dei quali nel Bresciano, in Valcamonica), fermi da oltre una settimana per il sequestro di beni e conti ordinato dal gip di Taranto, ma anche la messa in sicurezza dell’Ilva, affidata al commissario Enrico Bondi. Tuttavia, l’atteso documento, annunciato dal ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, non è ancora stato elaborato.
La riunione del Consiglio dei Ministri non si è tenuta e restano “con il fiato sospeso” anche gli oltre 430 addetti dipendenti bresciani che hanno già annunciato di voler proseguire la protesta, aderendo a quella in programma questo martedì a Verona, con partenza del corteo alle 10 davanti allo stabilimento in Lungadige Galtarossa, passaggio per Piazza Bra e meta in Piazza dei Signori, dove si terrà il comizio finale.
Quello che si attende dal Governo è l’introduzione dell’articolo 103 ter, con il quale verrebbero  ampliati i poteri del custode giudiziario e amministratore dei beni (il commercialista di Taranto Mario Tagarelli) evitando che, una volta scattato il sequestro, le aziende siano condannate all’inattività con gravi ripercussioni per la produzione e l’occupazione. Intervenendo sull’Ilva, l’Esecutivo amplierebbe la sfera di influenza del commissario Enrico Bondi, il quale non gestirebbe più solo gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure ma anche tutte le controllate della stessa Ilva, attualmente finite nell’orbita del sequestro.

 

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