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Orzinuovi, evadono 15 mln: pene fino a 4 anni

Udienza preliminare per di imprenditori e prestanome dell’industria edile della Bassa. Fatture false, operazioni inesistenti e contratti di lavoro fittizi.

(red.) Una ventina di bresciani fra imprenditori, professionisti e prestanome sono stati accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata ad evasione fiscale. Per la maggior parte, si trattava di volti noti della Bassa bresciana, fra Orzinuovi, Castrezzato e Castelcovati per cui, intorno a metà giugno, era scattata un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Cesare Bonamartini in seguito ad alcune indagini della Guardia di Finanza.
Secondo l’accusa, promotori e associati avrebbero costituito società «cartiere» per emettere fatture false riguardanti operazioni inesistenti dal valore complessivo di circa 15milioni di euro. E non è finita qui. Alcune società, infatti, sarebbero state finte intestatarie di contratti di lavoro impiegati in alcuni cantieri edili, cosa che avrebbe permesso di creare crediti d’imposta da compensare con gli oneri contributivi.
Per gli inquirenti, al vertice della piramide, ci sarebbe Massimiliano Amico, imprenditore di Orzinuovi già socio di riferimento di  Orceana costruzioni, azienda fallita circa un anno fa: proprio a lui, infatti, sarebbero imputate la creazione delle cartiere, la determinazione degli importi delle fatturazioni fasulle e le finte assunzioni di operai.
Fra gli altri accusati, poi, Andrea Piceni, Moris Salvoni, Santino Garibotti, Dario Scarsetti e Carlo Vezzoli hanno patteggiato la pena. In ogni caso, la “prognosi” dell’udienza preliminare è la seguente: quattro prosciolti perché il fatto non sussiste; due a dibattimento nel gennaio 2014 (uno dei quali  Amico); due riti abbreviati e tutti gli altri condannati, con il patteggiamento, a pene che vanno da un minimo di un anno e quattro mesi a quattro anni e otto mesi di reclusione.

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