La “Bestia di Satana” è una guida turistica

Elisabetta Ballarin, condannata a 23 anni di carcere per l'omicidio di Mariangela Pezzotta, laureata a Santa Giulia, lavora presso l'ufficio turistico di Montisola.

(red.) Nove anni fa fu  coinvolta nell’efferato delitto di Mariangela Pezzotta, avvenuto nel Varesotto nel gennaio del 2004,  ad opera delle cosiddette «Bestia di Satana», ora, dopo la condanna, la detenzione, una laurea triennale in Arte all’Accademia Santa Giulia e una borsa di studio da 6mila euro del Comune di Brescia, Elisabetta Ballarin lavora all’Ufficio turistico di Montisola.
A 28 anni, condannata a 23 anni di detenzione per l’omicidio della Pezzotta, Ballarin può rifarsi una vita, anche se non è così semplice restare lontano dagli occhi indiscreti di stampa e televisione che, appresa la notizia del suo impiego nell’ente pubblico, hanno assediato la sede dell’ufficio turistico.
Elisabetta è una dei due detenuti ammessi a lavorare sull’isola nei fine settimana estivi nel quadro del progetto «Liberi a Montisola», proposto dall’Amministrazione municipale in collaborazione con l’associazione «Carcere e territorio Onlus» di Brescia e i penitenziari di Verziano e Canton Mombello.
A seguito del clamore suscitato dalla notizia, Ballarin domenica non si è presentata al lavoro, forse anche perché beneficiaria di un permesso premio di quattro giorni rilasciato in occasione del suo compleanno che si celebra proprio questo lunedì.

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