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Staminali, Civile quasi al collasso per le cure

Il nosocomio cittadino prosegue nella somministrazione dei trattamenti, ma la lista di attesa si è allungata fino a 18 mesi. Presto altri ospedali per le terapie.

(red.) «Gli Spedali Civili continueranno a lavorare come disposto dall’Autorità giudiziaria». E’ il lapidario commento dell’Azienda ospedaliera di Brescia alla querelle sorta attorno al caso Stamina, dopo la bufera sollevata da un articolo di Nature, prestigiosa rivista scientifica internazionale, che ha bollato il metodo dell’azienda di Davide Vannoni come “plagio” definendolo inoltre “inefficace”.
Dopo le voci di ricercatori a sostegno della necessità di una condivisione della metodologia utilizzata da Stamina Fundation, e la richiesta, da parte del ministero della Salute, di rendere pubblici i protocolli utilizzati, ora il nosocomio di Brescia, autorizzato al trattamento dei pazienti con l’infusione di cellule staminali adulte, interviene per difendersi dagli attacchi e per tutelare l’attività finora svolta.
Nell’ospedale cittadino, quotidianamente, arrivano in media 10 provvedimenti di tribunale che impongono l’applicazione delle cure ad altrettanti malati. E non tutti riescono ad accedervi in tempo: proprio per tutelare la struttura, è stata emessa una delibera, approvata dal commissario starordinario Ezio Belleri, nella quale si stabiliscono i criteri oggetti di ammissione in terapia. Questo per evitare l’eventualità di cause giudiziarie contro l’ospedale che, dovendo fare fronte ad ingenti numeri, non ha le risorse necessarie per affrontare tutti i casi che vengono sottoposti.
Potranno essere curate quattro nuove persone al massimo alla settimana (secondo un rigoroso ordine cronologico di presentazione delle domande), sebbene la lista di attesa abbia già superato i 18 mesi. Il laboratorio di pediatrico è attualmente sottoposto ad un superlavoro, così come il reparto che si occupa di trapianti ematologici.
Presto, però , le cose potrebbero cambiare e l’ospedale Civile di Brescia potrebbe trovare un aiuto in altre stutture. Questo, almeno, secondo le rassicurazioni fornite dall’assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani che si è recato a Roma per discutere il problema. Come riporta il Corriere della Sera, i trattamenti con staminali potrebbero essere suddivisi fra altri tre nosocomi che potrebbero essere individuati nel Policlinco Niguarda di Milano, negli Ospedali Riuniti di Bergamo e nel Policlinico San Gerardo di Monza. Strutture non lontane da Brescia e che potrebbero così supportare l’attività del Civile, a rischio collasso.

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