Staminali, niente cure urgenti per Mattia

Il tribunale di Napoli ha negato al bimbo, 5 anni, affetto da una rara sindrome genetica, una corsia preferenziale per il trattamento al Civile di Brescia.

(red.) Dovrà attendere quattro mesi Mattia F., 5 anni, il bimbo affetto dalla rara sindrome genetica di Sandhoff, per poter accedere alle cure con cellule staminali adulte presso gli Spedali Civili di Brescia.
Lo ha stabilito con un’ordinanza il giudice del lavoro del Tribunale di Napoli, che ha negato al bambino una corsia preferenziale nell’accesso alle cure. Mattia, malato terminale, è finito così al 17esimo posto nella lista d’attesa del nosocomio bresciano, autorizzato al trattamento secondo il protocollo Stamina Fundation.
Le condizioni del piccolo Mattia, però, continuano a peggiorare. La malattia genetica di cui soffre gli sta divorando il sistema nervoso centrale. L’ordinanza ha imposto una brusca battuta d’arresto nella corsa contro il tempo per tentare di salvare Mattia. Solo a settembre il padre potrà sottoporsi al prelievo di cellule, che poi dovranno essere coltivate in laboratorio e infine, un mese dopo, trapiantate al bambino.
Intanto, il 24 giugno il Tribunale di Napoli giudicherà sul reclamo proposto dagli Spedali Civili.
Per una storia che lascia l’amaro in boca, un’altra invece che lascia uno spiraglio di speranza. E’ quella che riguarda una donna di 60 anni di Chiavari (Genova) autorizzata dal tribunale, con un’ordinanza, a fare ricorso alla cura con cellule staminali.
L’ordinanza, numero 603, è stata depositata dal giudice Maria Giovanna Dito dopo un ricorso d’urgenza depositato il 21 maggio. A ricorrere al tribunale chiavarese è stato il figlio dell’anziana ammalata, suo amministratore di sostegno dopo che tre anni fa è diventata invalida al cento per cento.
La 60enne viene alimentata con un sondino e, a causa della malattia, non ha possibilità di parlare, scrivere o muoversi. Il giudice della sezione civile ha autorizzato l’uso della particolare cura agli ospedali civili di Brescia. La donna per il ricorso d’urgenza è stata rappresentata dal legale Cristina Ageno del Foro di Genova e dal patrocinatore legale Simone Bringiotti di Chiavari. “Il ricorso è stato vinto”, ha commentato Bringiotti, “e se non ci sarà alcuna opposizione la signora potrà ricevere le cure a base di cellule staminali”.

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