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Sondaggio o diffamazione? Si indaga

Una donna bresciana ha sporto querela per un presunto sondaggio elettorale in cui le veniva chiesto se era a conoscenza di alcune vicende legate alla Giunta Paroli.

(red.) Sondaggio elettorale o diffamazione? Un dubbio che ora la Procura di Brescia è chiamata a sciogliere dopo la denuncia presentata da una donna bresciana che, l’altra sera, è stata raggiunta da una telefonata in cui le veniva chiesto, oltre ai dati anagrafici, di indicare la sua preferenza al ballottaggio di Brescia, in programma domenica 9 e lunedì 10 giugno.
Secondo quanto dichiarato dalla signora ai carabinieri di piazza Tebaldo Brusato, dove si è presentata a sporgere querela, una volta espressa la sua indicazione di voto per l’uscente sindaco Adriano Paroli, dall’altra parte della cornetta, lo sconosciuto “sondaggista” avrebbe incalzato la donna chiedendole se era a conoscenza di diversi fatti legati alla Giunta dell’attuale primo cittadino, come la vicenda della carte di credito e quella relativa alle grandi mostre.
Una serie di interrogativi che, per la signora, costituivano diffamazione nei confronti di Paroli. La denuncia è stata girata alla Procura che ha dato l’ok all’acquisizione dei tabulati telefonici.
La vicenda è riportata anche sulla pagina Facebook “Paroli Sindaco”.

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