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L’autista del pullman disperato per la tragedia

Non si dà pace il 48enne che era alla guida del mezzo carico di tifosi bresciani che si è ribaltato a Bagnolo Mella, lungo la A21. I bus non avevano mai fatto sosta.

(red.) Non si capacita dell’accaduto l’autista che era alla guida del pullman carico di tifosi del Brescia Calcio finito fuori strada sulla A21 lunedì mattina, di ritorno da Livorno.
U.L., queste le iniziali dell’uomo, potrebbe essere stato vittima della stanchezza o di un colpo di sonno traditore che ha fatto sbandare il mezzo mentre si trovava a pochi chilometri dalla città, sull’autostrada tra i caselli di Manerbio e Brescia Sud, e facendolo ribaltare su un fianco, a lato della carreggiata.
L’uomo non si dà pace per l’incidente nel quale ha perso la vita Andrea Toninelli, 22enne di Lumezzane, deceduto sul colpo, e in cui sono rimasti feriti gravemente due giovani tifosi delle rondinelle, mentre un’maltra ventina ha riportato contusioni.
La maggior parte dei passeggeri in quel momento, erano le 4,30 del mattino, dormiva. Il mezzo era partito cinque ore prima da Livorno, dove il Brescia, pareggiando, aveva perso la possibilità di risalire nella serie maggiore.
Il bus su cui viaggiava Toninelli era uno dei cinque che componevano la carovana. Secondo quanto riferito da alcuni ragazzi, l’autista avrebbe mostrato segni di stanchezza durante il viaggio, tanto da doversi fermare per qualche minuto su una piazzola di sosta a Manerbio. L’autista è indagato per omicidio colposo. L’uomo è risultato negativo a tutti test effettuati al Civile.
Pochi chilometri più avanti, però, la tragedia costata la vita al giovane operaio triumplino. I pullman non avevano mai effettuato soste, perché, come riportato dai testimoni, ogni volte che tentavano di accedere alle aree di ristoro lungo l’autostrada venivano fermati ed inviatati a ripartire dalla polizia stradale, per questioni di sicurezza. E di mezzi erano partiti con un’ora di ritardo da Livorno, attendendo che lo stadio si svuotasse per salire sui bus.

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