Green Hill, sì al sequestro preventivo dei cani

La decisione è stata assunta dal Tribunale del Riesame lo scorso 14 maggio, ma l’ordinanza sarebbe stata depositata solo mercoledì mattina.

(red.) “Il Tribunale del Riesame di Brescia, accogliendo i rilievi della Corte di Cassazione e confermando il sequestro preventivo dei beagle di Green Hill, ha ribadito la validità della posizione assunta dalle associazioni animaliste in merito alla vicenda dell’allevamento di Montichiari (Brescia). Il sequestro preventivo, inoltre, rappresenta una tappa fondamentale nel procedimento giudiziario che vede coinvolta l’azienda; procedimento nel quale la Magistratura ha operato in modo ineccepibile”. Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali che prosegue: “Auspichiamo venga fatta chiarezza una volta per tutte su quanto accaduto nell’allevamento e che”, aggiunge, “una volta individuate le responsabilità, gli autori degli illeciti siano puniti in modo esemplare e la struttura venga chiusa definitivamente”.
Ritorna il sequestro preventivo sui cani di Green Hill.
Cambia, dunque, lo stato giuridico dell’animale. Oltre al sequestro probatorio mai venuto meno, sui beagle ricade ora anche la misura cautelare del sequestro preventivo. La decisione è stata assunta dal Tribunale del Riesame lo scorso 14 maggio, ma l’ordinanza sarebbe stata depositata solo mercoledì mattina.
Anche la Lav, Lega antivivisezione ha commentato posiuztivamente la decisione del Tribunale del Riesame di Brescia che ha accolto il rinvio della Corte di Cassazione a maggiore tutela dei beagle destinati alla sperimentazione animale, di cui oltre 2600 da Montichiari (Brescia) sono stati salvati e affidati, la scorsa estate, a tante famiglie: “La pronuncia del Tribunale del Riesame di Brescia è una nuova positiva tappa della vicenda giudiziaria, dopo la sconfitta di Green Hill davanti al Gip del Tribunale e il pronunciamento della Corte di Cassazione. Così è ulteriormente confermata la validità del sequestro dei beagle che, con questa decisione, si conferma preventivo. I nostri legali sono impegnati per intervenire nel processo che a breve si aprirà per punire i responsabili di maltrattamenti, anche aggravati dalla morte, e di uccisione di animali e far chiudere definitivamente l’allevamento bresciano”.

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