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Green Hill, mobilità per 15 dipendenti dell’azienda

E' incerto il futuro degli addetti dell'allevamento di Montichiari, dopo le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto la struttura. La società ha chiuso in perdita il 2012.

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(red.) E’ incerto il futuro per i 15 dipendenti della Green Hill di Montichiari (Brescia), l’allevamento di cani beagle finito al centro di una vicenda giudiziaria e mediatica ancora sotto la luce dei riflettori.
Questa volta, però, parliamo della sorte, non dei cani utilizzati per le sperimentazioni scientifiche, ma degli addetti dell’azienda, dipendente dalla multinazionale Marshall che, a seguito del sequestro della struttura, rischiano di perdere il lavoro.
Si tratta dell’altra faccia della moneta, quella che è rimasta sottotraccia, soffocata dal clamore delle proteste animaliste a antivivisezioniste.
La ditta monteclarense, coinvolta in un’ inchiesta della Procura di Brescia che ipotizza reati pesanti come il maltrattamento e l´uccisione senza necessità di animali, ha avviato l´iter di mobilità per 15 dei suoi 17 addetti. Si tratta di 12 operai e tre impiegati che, concluso il terzo periodo di Cassa integrazione in deroga in scadenza il 30 giugno, non saranno reintegrati nell´organico.
L´allevamento, dopo il primo sequestro probatorio scattato il 18 luglio dell´anno scorso è tornato nella disponibilità dei proprietari, sebbene non siano decaduti i sigilli giudiziari virtualmente apposti sui quasi tremila beagle affidati ad altrettante famiglie da Lav e Legambiente.
Una situazione che si è ripercossa, ovviamente, sul bilancio aziendale: l´esercizio finanziario 2012 di Green Hill si è chiuso con una perdita di 1.775.603 euro.
L’appello dei sindacati Fai Cisl è rivolto alle istituzioni “perché riconoscano a questi 15 lavoratori bresciani la stessa sensibilità un tempo dimostrata ai cani allevati nella Bassa”.

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