Staminali, famiglie contro emendamento M5S

Il popolo pro-Sofia, la bimba in cura al Civile di Brescia, contestano la modifica apportata dai grillini al decreto Balduzzi. "I nostri figli moriranno".

(red.) Sostenitori della piccola Sofia e della Stamina Foundation contro il Movimento 5 Stelle sulla pagina Facebook dedicata al caso della bambina in cura agli Spedali Civili di Brescia con il metodo messo a punto da Davide Vannoni.
Il motivo è un emendamento che i grillini avrebbero presentato alla commissione speciale del Senato sul decreto Balduzzi in tema di cure con cellule staminali.
Scrive Mario, un utente della pagina: “ecco gli emendamenti del M5S, che ucciderà di fatto i nostri figli. Ci hanno voltato le spalle, dopo tante promesse, e ora, tramite il loro emendamento, chiedono questo: che le cellule staminali adulte vengano prodotte solo nei laboratori farmaceutici, cambiando di fatto la metodologia di Stamina, ovvero l’unica metodologia che sta funzionando. Che, a parte chi le ha già  iniziate, le terapie possano essere utilizzate solo a sperimentazione finita, cioè tra circa 15 anni, facendo così morire migliaia di bambini nel frattempo. Che possano rientrare solo le malattie rare, escludendo quindi tutti gli altri casi di pazienti in coma, bambini con danni da asfissia neonatale eccetera”.
Intanto, martedì, la commissione speciale del Senato ha dato il via libera al decreto Balduzzi sulle staminali. Sono stati approvati 4 emendamenti al testo in particolare sulle regole per la sperimentazione futura delle terapie cellulari non ripetitive. Ora  il provvedimento sarà all’esame dell’Aula del Senato.
“Abbiamo fatto un lavoro approfondito, nelle condizioni date, e questa convergenza con un voto unanime è un risultato interessante” ha commentato il presidente della commissione, e relatore del testo, Filippo Bubbico. “Le polemiche di queste ore”, ha aggiunto il senatore Cinque Stelle Sergio Puglia, “si dimostrano del tutto infondate” perché, come ha spiegato anche la senatrice Pdl Cinzia Bonfrisco “abbiamo fatto una ottima sintesi che consente di continuare con il metodo Stamina l’erogazione delle cure compassionevoli e avvia una procedura di ricerca che abbiamo inteso collocare nell’ambito di laboratori autorizzati alla lavorazione cellulare nel contesto dei trapianti. Abbiamo anche verificato il contesto comunitario”. Con le modifiche apportate al decreto si prevede tra l’altro la sperimentazione per “diciotto mesi” in strutture pubbliche e che il ministero della Salute informi “con cadenza almeno semestrale” le commissioni competenti e la Conferenza delle Regioni.

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