Staminali, Spedali Civili contro la terapia per Sofia

Dopo l'ok del giudice di Livorno, la struttura bresciana si è costituita "parte resistente" al processo, ribadendo che non esiste normativa che permetta di proseguire le cure.

(red.) Gli Spedali di Brescia si sono costituiti “parte resistente” nel procedimento in corso a Livorno sulla terapia a base di cellule staminali per la piccola Sofia, la bambina di tre anni e mezzo, affetta da grave malattia neurodegenerativa. Lo riferisce il quotidiano La Nazione di Firenze.
Quando ebbe inizio la vicenda, la struttura bresciana aveva interrotto la terapia, dopo la prima infusione, affermando che non c’erano le autorizzazioni e le norme giuridiche per “andare avanti”. Poi è arrivato il primo pronunciamento del Tribunale di Livorno e l’ok in Consiglio dei Ministri per quanti hanno già avviato una cura di questo genere.
Questo martedì il nuovo colpo di scena giudiziario, perché gli Spedali si sono costituiti “parte resistente”, ribadendo cioè che non esiste una normativa che permetta di proseguire con le cure e che sono subissati di troppe richieste rispetto alle proprie risorse. La prossima udienza sul caso è stata fissata il 18 aprile.

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